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venerdì 28 settembre 2018

E finalmente le temperature son scese, decisamente, e si può tornare a bloccare senza farsi un culo della madonna. Sta settimana son tornato a provare la sit de “la virtù” a S.Anna di Valdieri, bellissimo passo made in Andre: fatta ma partendo un metro a sinistra dell’originale quindi nella mia ottica non è lo stesso passaggio. Dico questo perché evidentemente non son stato il solo a provarla (e farla?) in questo modo dai vistosi segni di magnesite ma sinceramente non ha nulla a che vedere con la diretta, ben più dura e forse anche più bella, logica non so perché tutto sommato ci sta anche questa variante; al contempo ho risalito anche la stand, sempre molto figosa e col pepe al culo nel finale, non estrema ma abbastanza psico! Deluso dall’ambiente in completo sfascio e disuso, parecchi alberi tagliati e lasciati in mezzo, apposta o meno non saprei anche se il dubbio mi è venuto, un vero peccato per un’area che nelle mezze stagioni merita parecchio…
Ed ho terminato, in anticipo, anche la stagione del Remondino. A malincuore son salito per l’ultima volta domenica scorsa più per fare un saluto che altro e per riprendermi il pad; anche st’estate ne ho approfittato un bel po’, quel posto mi regala una pace che difficilmente da altre parti trovo, anche quando (e capita spesso) non stampo un cazzo. Purtroppo credo di aver ormai fatto quello che era nelle mie possibilità lassù, senza spingermi nell’area alta che per me resta già troppo uno sbattimento in giornata, e quando torno mi trovo a ripetere passi già fatti e rifatti, penso che per la prossima estate, arrampicando ancora, dovrò cercarmi un altro posto del cuore o magari svilupparne uno ex novo come fatto ad Esischie tempo fa, vedremo.
E poi un po’ di botte prese e date al progetto in Ellero. Sabato con Fabri, le methode ormai ci son tutte, ora ho voglia di tornare con le giuste temperature per provare a metterle insieme: duro é duro, quantomeno per me, bello pure, ci terrei davvero a portarlo a termine. Quello e il ritorno dal Mostro sit (anche quello preso d’assalto in questa fine estate, senza successo, da qualche giovane col livello, segno che è un bel bastone) son gli obbiettivi principali di st’autunno prima di dedicarmi per l’inverno forse ad altro, sempre arrampicata naturalmente, ma non blocchi.
E niente, l’allenamento continua, mi sto dedicando in particolare a qualche punto debole che continua ad assillarmi, un mesetto a spingere per provare ad alzare un pelo l’asticella e togliermi qualche soddisfazione che, son onesto, da qualche tempo manca e la testa inizia a soffrirne. Ma il weekend si va a Chamonix a testimoniare un altro amico che si è fatto mettere le manette… fiestaaaaaaaa!

lunedì 17 settembre 2018

Da parecchio che non torno su ste pagine… non che ci sia molto da dire. Quest’anno sto faticando parecchio a risalire con la motivazione giusta post-ferie, non che non abbia più fatto niente, anzi, ma in modo abbastanza scazzato sinceramente… qualche puntata in montagna, qualche corsetta, un po’ di blocchi fuori, come sempre tanto muro.
La cosa su cui mi son accanito di più è stato sicuramente il progetto in Ellero, Berseker project. Mi piacciono i nomi pomposi, ti fanno sentire un po’ l’Hukkataival di turno, almeno sui nomi dei blocchi ecco. In ogni caso una linea davvero molto bella a cui tengo in modo particolare; già arrivarci da solo, con 2 pad, il materiale e la corda non è che sia una delle cose più semplici, provarla lo è sicuramente meno e purtroppo la roccia una volta ripulita si è dimostrata ancor più povera di roba tenibile di quanto immaginassi. Nelle prime due sedute ero sicuro di poterla fare, la stand già mi era uscita e il primo movimento una volta ogni trenta mi entrava quindi le possibilità di stamparla, seppur basse c’erano, ma poi… poi è saltato un piede, fondamentale, e anche la stand è diventata un palo niente male. L’uscita poi è da brivido, tutto insieme invoglia proprio ecco… sabato scorso son tornato a provare, ho rimesso insieme la stand, ora decisamente più dura di prima (mi entra si e no una volta ogni 10, da fresco), la sit come prima resta un dito in culo. L’uscita senza corda non ho ancora avuto le palle di tentarla. Vero è che anche le condizioni al momento non son delle migliori, ho voluto apposta iniziare a provarla in settembre per trovarmici sopra con aderenza di merda e trovare lungo per poi sorprendermi in autunno (le tattiche, quelle giuste), ma non mi sento di dare la colpa solo a questo. E duro, con ogni condizione. E quindi come sempre quando cerco di far risalire la ralla l’unico modo che per me può funzionare è quello di arrivare a sentire la merda alla gola e darmi un motivo per uscire dalla fossa. La merda alla gola l’ho sentita ieri ad Ailefroide, quando non sei in giornata è un conto ma quando arrampichi come me ieri sei proprio fuori posto, anzi stai proprio facendo lo sport sbagliato. Quindi la soluzione è allenarsi, darci dentro, sfondarmi e spegnere il cervello. Un mesetto di pura sofferenza è quello che ci vuole, un po’ di sana ignoranza a testa bassa. Peccato non aver più vent’anni altrimenti mi farei anche 2 sessions al giorno, a 40 una sola basta e avanza per sentirsi una merda il giorno dopo…
Quest’anno inoltre voglio cambiare un po’ le serate autunnali in attesa del trimestre invernale di devastazione. Basta solo e sempre moonboard, pur restando il top ho bisogno di staccare un po’ e girare nuovamente in qualche palestra. Chiaro che non ho più per le palle di far chilometri come un tempo, quindi il raggio d’azione in settimana si limiterà alle Vele a Chiusa oppure al Vertigo a Pollenzo, non oltre, piuttosto sto a casa, ma ho bisogno di variare blocchi, prensioni, di far un po’ di resistenza che vada oltre i 5 movimenti. E poi si vedrà… ho troppe idee in testa, non tutte inerenti il boulder per fortuna.

lunedì 23 luglio 2018

L’anno scorso i cani erano tre ma me n’ero accorto in tempo per smandibolarne uno e cacciarli tutti questa volta invece non è andata tanto bene… purtroppo siamo stati (io e topo) presi di mira senza troppo preavviso e l’unica cosa che son riuscito a fare è stata quella di staccarli con l’acqua ma era già troppo tardi. Tempo di caricare il mio sulla macchina e di cacciare l’altro ed eravamo già in viaggio verso l’ambulatorio veterinario.
Non sto a raccontare l’estrema scortesia dei padroni del cane, ormai mi sembra scontato aver a che fare con persone insensibili e cattive dentro (d’altra parte se non abbiamo più un minimo di sensibilità verso gli esseri umani come possiamo immaginare di averla con gli animali…), tantomeno tutto il resto del percorso per poter fare una denuncia, che tra l’altro non so neanche se mi servirà per recuperare i soldi spesi finora e che ancora dovrò spendere. Più che altro quello che penso è che come in tante, tutte le situazioni italiote si debba comunque e sempre arrivare all’estremo, al morto o al ferito, per porci delle domande e soprattutto per dare in pasto qualcosa per un po’ di tempo alla stampa. Perché un cane libero si trovava a chilometri da casa? Io adoro gli animali, chi mi conosce sa che li amo decisamente molto più degli uomini, ma resto fermo nell’idea che sempre di animali si tratta e quindi non possiamo permetterci il lusso di credere che possano pensare e agire come e meglio di noi (anche se a volte accade). L’animale è istinto puro, stop. Noi l’istinto non sappiamo neanche più cosa sia, per cui non possiamo neanche lontanamente capire come possano ragionare in determinate situazioni. Ma se io fossi stato una persona in giro per monti e magari con una normale paura dei cani che tanti hanno? O peggio se fossi stato un genitore con un bambino? Cosa avrei potuto fare? e allora ci saremmo chiesti il perché, i cani sarebbero diventanti improvvisamente tutti animali killer, ne avremmo soppresso uno credendo di aver risolto il problema senza capire che alla radice dello stesso non c’è l’animale ma il padrone, l’uomo, in tutta la sua stupidità. Bisognerebbe avere ogni tanto il cervello di pensare che non tutti son adatti ad avere un animale, bisognerebbe avere la testa di capire che non è un oggetto ma un trudy in carne ed ossa che può diventare un’arma decisamente pericolosa.
Mi ha fatto ragionare il fatto che tanti che mi abbiano scritto in questo weekend di essersi trovati in situazioni simili anche più di una volta. E normale? No non credo, ma come ormai ci siamo abituati a vedere, non cercare di capire e passare oltre, siamo sempre in attesa che qualcuno reagisca al posto nostro e che risolva il problema per noi. Io stesso mi ci metto in questa cerchia, perché ammetto che fino a venerdì quando il problema è stato più grave, le altre volte ho sempre tirato giù il boccone senza fiatare, tutte le volte che son in giro per campagne o monti e che mi son trovato faccia a faccia con un altro cane, a volte più piccolo e mi è andata bene, altre volte più grande e ho cercato di farla andare bene… ci giriamo dall’altra e speriamo che non capiti a noi… comunque topo ora sta meglio, sto pensando seriamente di attrezzarmi adeguatamente per fare in modo che non capiti più perché se la soluzione e fare il Walker Texas Ranger di turno, pace, mi adeguerò, ma non dovrà più capitare perché altrimenti sarò il primo a sentirmi in colpa quando al posto di un cane ci sarà una persona e tutti sapevano ma nessuno aveva fatto nulla.
Per quanto riguarda l’arrampicata niente di che, un mese passato ad allenarmi seriamente e che mi ha sfiancato il giusto, ora provo a mettere a frutto. Siamo stati un po’ al Remondino e ieri finalmente son tornato a Frise dopo anni con l’idea di provare finalmente la bellissima “Intifada”. Prima che iniziasse il diluvio non è andata male, son caduto come un babbo alla tacchettina alta prima del bordo (cazzo…), chissà magari ci tornerò più avanti per riprovare se mi prenderà bene; sicuro è che si tratta di un blocco decisamente strepitoso e che la methode originale è ben più dura della pussy methode di Andre, io mi son adeguato chiaramente e ho scelto la seconda! Tante belle novità li intorno, la roccia magari non è magnifica ma certo è che se abitassi più vicino sarebbe un bel sostituto del moon!




giovedì 17 maggio 2018

Piove. Come da una paio di settimane a sta parte ogni giorno parte col sole e finisce con un temporale della madonna, un mese di maggio merdoso come ne ricordo pochi. Pensare che era partita bene, con un caldo fin anomalo per la stagione che mi aveva fatto ben sperare in un’estate torrida e infinita e invece il surriscaldamento globale ha fallito miseramente…
E nell’attesa che fare? allenarsi naturalmente e gossippare un po’ sul modo dell’arrampicata che sta diventando sempre più glamour e patinato. Sicuramente la cosa che più ha tenuto banco in questi ultimi giorni non son stati né il 9b di Matty Hong né la libera di Megos su Perfecto Mundo, tantomento la lista come sempre infinita di 9 di Ondra, ma piuttosto la fine di Joe Kinder sputato sia da Black Diamond che da La Sportiva. Gran brutta fine, sarà dura per lui ripartire dopo uno sputtanamento del genere! Sinceramente mi spiace: per il personaggio che mi è sempre piaciuto e ispirato simpatia, non tanto per le sue performances sulla roccia (bravo ma ormai uno dei tanti) ma perché è sempre stato prima di tutto genuino! E oggi come oggi la genuinità non è più un pregio ma un modo come un altro per prenderlo in culo più rapidamente. Io un’idea me la son fatta, sia sulla “di Giuliansalvagattini” che mi è sempre stata sul cazzo (quindi son di parte, lo ammetto) sia sulla questione in se, ma una cosa è certa: se per una cosa del genere si è arrivati a questi punti gli anni 80 dell’arrampicata e tutte le diatribe, scherzi, ecc… non hanno insegnato e lasciato proprio niente. OK, se mi metto dalla parte degli sponsor posso anche capire la scelta di troncare i rapporti, il danno d’immagine in un’epoca così social sarebbe irrimediabile e importante, non capisco invece sia l’atteggiamento così soft e perbenista della gente sia gli stessi coinvolti in quest’episodio di… bullismo. Ormai tutto è bullismo, bisogna trottare sui binari coi paraocchi e non sgarrare, il bullismo è dietro l’angolo! In effetti m’immagino riportati ad oggi episodi come quello di Tribout che stacca la presa chiave su “les Spécialistes” per cercare di impedire a Edlinger di far la prima libera… sai che bordello si scatenerebbe su instagram, facebook, forum vari?! O forse potremmo pensare di fare al contrario e portare la querelle di Giulian-Kinder indietro nel tempo di 30 anni e vedere cosa scatenerebbe?
Poi è uscita la biografia di Manolo e le sue immani e importantissime salite, enorme nonostante gli acciacchi, la polmonite ogni 3x2, le spalle infiammate, il gomito rotto, la cataratta, la roccia che cambia ogni giorno sulle sue vie… passiamo oltre.
L’arrampicata a Finale Ligure festeggia i 50 anni e quindi per stare un po’ allegri e in compagnia tutti insieme il comune ha deciso di buttare li per l’occasione qualche multa e rimozione forzata! Salvo poi scatenare un polverone senza senso (o forse si, perché se da una parte noi ragioniamo solo sui nostri sabati e domeniche li c’è gente che ci vive 365 giorni l’anno! incredibile eh?) e fare un mezzo dietrofront. E le chiodature? A Finale, se non sbaglio, ci son più di 4000 tiri e ci stiamo a far le pippe (io no, tanto non è che m’importi più di tanto…) su un merdoso tiro in più o in meno nel posto più inculato che ci sia che se va bene prima di tornare sotto l’edera sarà ripetuto 2 o 3 volte? I problemi della vita arrampicatoria…
E poi real life! Nuovo setup sul moonboard, tanti bastoni in più. Ho deciso dopo il lavaggio di rimontare i 3 set (A, B e original) col setup 2017, in attesa di vincere al gratta e vinci e prendere le prese di legno, e devo dire che son soddisfatto. Trovo lungo e tanto mi basta, belli i blocchi, più di forza e un po’ meno ditosi, difficile con le prese messe così sforzarsi di non tallonare, ma come sempre tanto divertimento e goduria infinita. Poi quando scopri che potresti pure essere vigoressico che dire? Bullismo e vigoressia, nuove patologie dell’uomo moderno! Oggi mi sento vecchio inside, ma tornare alla naja obbligatoria sarebbe una gran bella cosa…

martedì 20 marzo 2018

SI CAMBIA!

Settimana di cambiamenti, importanti e meno. Finalmente torna la primavera, almeno sul calendario, e finalmente cambiamo st’ora di merda per tornare a quella legale. Finalmente ho finito il trimestre di allenamento invernale e (non) finalmente passo agli anta… se finalmente iniziasse a fare anche un tempo decente forse riuscirei a farmi passare un po’ di scazzo!
Allenamento che termina giovedì. Bello, duro parecchio e motivante. Negli anni ho provato con diverse metodologie, tante teste diverse e spesso e volentieri in modo autodidatta sbagliando anche parecchio, ma devo dire che sinceramente con Jolly mi son trovato davvero bene. Abbiamo impostato il lavoro sulla base delle mie tempistiche e del mio livello e ho lavorato davvero bene e praticamente solo sulla forza pura. Il primo ciclo di 2 mesi devo dire che l’ho patito parecchio, ogni seduta è sempre stata al limite dovendo fare dei circuiti di esercizi senza riposi sulla falsariga del crossfit, ma ho dato una grossa botta agli antagonisti e soprattutto al core, in preparazione poi della scheda finale più specifica e incentrata su quelli che gli avevo detto essere i miei punti deboli. Il contatto costante, gli esercizi spiegati in modo molto analitico, un supporto completo ecco, hanno fatto sì che dovessi pensare solo ed esclusivamente ad allenarmi. Ho arrampicato poco, soprattutto su roccia non ho fatto granché e da questo punto di vista il meteo di merda ha aiutato moralmente, ma ho fatto parecchia plastica sul moonboard, utilizzato quasi esclusivamente per scaldarmi, e soprattutto in palestra, l’Escape quasi ogni weekend è diventata un punto di riferimento. Sento di aver lavorato bene insomma, ora son stanco soprattutto mentalmente e ho voglia di recuperare un po’ ma son curioso di tornare ai miei progetti e vedere se son riuscito a strappare qualche miglioramento. Credo di non aver mai avuto problemi sulla costanza e sulla motivazione ma ad inizio anno ho deciso che forse era meglio darsi un input esterno e farsi seguire e sinceramente, per duro che sia stato, son soddisfatto.
E poi son passato agli anta. Non ho mai amato i compleanni, anzi non li ho mai considerati neppure, e quello dei 40 non fa eccezione. Non ho rimpianti, come dico sempre non cambierei una virgola di tutto quello che ho fatto, errori compresi (forse solo avrei voluto iniziare prima ad arrampicare…), ma soprattutto quando vedo i ventenni di oggi (che son esattamente come eravamo noi 20 anni fa, nessuna paternale) son ben contento di essere come sono e dove sono. Però, e per fortuna, ho imparato a scremare (molto utile): scremare le cazzate, le perdite di tempo ma in particolare le tantissime persone inutili. Ho imparato ad andare avanti per la mia strada senza dar credito alla pletora di gente che mi circonda ma solo ai consigli della gente a cui tengo veramente. Poca e selezionata, non m’importa di piacere a tutti ma solo a quelli che mi meritano, gli altri son un contorno e un passatempo a cui magari fare buon viso ma senza mai dare troppa importanza.

 

lunedì 5 marzo 2018

CAZZEGGIO...

Ancora 4 settimane, ancora 4 e poi basta ma ora devo tener duro e portare alla fine il trimestre più stronzo che abbia mai fatto in allenamento. Duro è poco, estenuante, sempre sul filo del rasoio e farsi male è un attimo, per fortuna che come sempre negli ultimi anni ho scelto di spostare la preparazione invernale avanti a gennaio e visto il meteo di merda di quest’ultimo periodo non mi son sbagliato per nulla. Concretamente credo che sia la miglior preparazione che abbia mai fatto, completa e mirata, ho dato carta bianca in quanto a tempistiche e volume e ora non posso certo lamentarmi ma son davvero stanco…
E come da parecchi weekend a questa parte anche stavolta il moonboard è stato il mio migliore amico. Sabato ho deciso di lavorare in modo massiccio sul massimale, blocchi a oltranza, poca roba chiusa, tanta roba iperdura provata, soddisfatto a pieno perché la pompa da qualche parte c’è. Il problema sarà poi trovarla, come al solito… ieri invece con le fibre bianche a pezzi e i flessori doloranti ho avuto l’illuminazione: circuiti! Mi son ricordato di un post recente di Jolly su Instagram e son andato a prendermi gli ultimi 5 che ha inventato, uno migliore dell’altro, purtroppo (o per fortuna per carità) tutti stampati al primo giro perché avrei sinceramente continuato. Lavorare sulla resistenza al MB è bello, divertente ma soprattutto produttivo, considerato che giri sempre sui 40° e su prese mediamente merdose, senza grossi riposi, quindi anche in questo caso come sui blocchi una situazione parecchio simile alla realtà, in culo al parkour che va tanto di moda. Peccato non avere a disposizione un piccolo cloud con un po’ di percorsi tracciati, sulla falsariga di quanto avviene sui boulder, perché sarebbe una valida integrazione di uno strumento già di suo perfetto. Credo che Ben Moon prima o poi verrà santificato, perlomeno per me dovrebbe avvenire perché se lo merita di brutto: ha scoperto l’acqua calda certo ma l’ha messa a disposizione di tutti, per me può tranquillamente vincere anche il Nobel! Uno strumento che ti permette di allenarti in modo validissimo e reale avendo anche a disposizione poco tempo, lo step successivo in un prossimo futuro da fantascienza sarà acquistare direttamente potenza da iniettarsi ma per il momento mi accontento del moonboard…
Cazzate a parte la cosa che desidero più al momento è la primavera, il sole, caldo (tanto), magari anche un po’ di siccità prematura, ma qualcosa che dia una scossa a quest’ennesimo inverno da vera rottura di palle, che mi tolga da davanti sta neve schifosa, che mi permetta di riprendere i miei pomeriggi infrasettimanali svaccosi col topo. Ho voglia di ripartire, uscire dal letargo e buttarmi alle spalle un po’ di situazioni sgradevoli…
E poi 2 parole sul video del momento, presentazione da oscar e personaggi vari presenti, ovvero “Silence”. Ondra resta Ondra, credo che al mondo non esista un climber sano di mente che possa dire il contrario, il più forte, il più polivalente, il più climber che sia mai capitato sulla terra per certo e credo che ne passeranno di anni prima che qualcuno possa sbalzarlo dal podio. Non ha il carisma di Sharma, per tirare in ballo un altro enfant prodige di qualche anno fa, ma cazzo è impensabile quello che fa e come lo fa! Forse non ci si rende neanche conto, tanto l’arrampicata non sia ancora uno sport a tutti gli effetti, di quanto sta realizzando sto ragazzo, siamo anestetizzati dalle sue salite, ma l’impulso che ha dato alla verticale è stato esponenziale, qualcosa di mai visto. Eppure sto film… eppure sto tiro… mi fanno cagare entrambi, mi sanno parecchio di opera promozionale a tutti gli effetti, senza capo né coda, un qualcosa di “inutile” nella loro complessità. Dai un’occhiata a “La dura dura” o a “First Round…”, per dirne un paio, e ti rendi conto che quei tiri, se avessi la possibilità, vorresti farli pure te, perché sono logici, duri ma prima di tutto belli. Poi vedi “Silence”… io mi son anche chiesto se forse non sia in grado di capirlo sto tiro, se per me sia come un Picasso, ma poi vedi la linea, vedi dove ha piazzato la sosta, vedi i movimenti e sinceramente io non ci ho trovato davvero niente di bello. Zero, noia totale, così come la costruzione del video stesso, soporifero. Sarà che non m’interessano neanche più tanto le logiche giornalistiche con tanto di video e carta stampata, ma se vado a rivedermi Sharma su “Realization” (2001…) mi friggono le mani se invece una notte delle tante non riuscissi ad addormentarmi un’ottima idea potrebbe essere rivedere la noia mortale di sto pacco che è “Silence”. Era necessario? per me no, opinione personale ma ne avrei fatto anche a meno, con tutto il carrozzone mediatico che si è portato dietro con tanto di climber anche di livello che hanno cercato anche in questo caso di leccare dove passa Ondra. Unica nota positiva: ancora una volta, mosca bianca nel panorama italiano, l’associazione Garda Trentino si fa promotrice di un evento di arrampicata di livello internazionale, peccato siano gli unici in Italia ad avere capito ormai da qualche anno che lo sport può essere una validissima fonte di reddito alternativo e che non esista solo il calcio con la sua pletora di tifosi non praticanti, ma temo che resterà una situazione isolata per parecchio tempo ancora…

giovedì 15 febbraio 2018

GIRIAMO PAGINA

Settimana di scarico finalmente! E neanche a farlo apposta mi son ammalato proprio ora, quindi direi che nella sfiga è andata alla grande. Da un po’ non scrivo nulla, anche perché non è che ci sia molto da dire, soprattutto di positivo… ho (abbiamo) perso una bella occasione o forse semplicemente non era il momento giusto per dare una svolta radicale: in un primo momento mi son preso parecchio male perché sinceramente ci avevo fantasticato un bel po’ sopra al progetto che avevamo in piedi ma ora come ora cerco di andare avanti al meglio, con la ferma convinzione che prima o poi sarà il momento giusto, se non per lo stesso progetto per altro, qualcosa che in effetti sia mio al 100%. Non ho parlato del sogno che c’era in ballo perché a sto punto non credo serva più a molto…
L’allenamento invece mi piace parecchio, procede bene e sono ormai alla metà del percorso, praticamente ho iniziato la discesa della collinetta anche se sembra che le ultime 4 settimane saranno terribili! Non importa, son contento almeno di non aver accantonato l’idea di un allenamento al 150% perché invece gli altri sogni della stagione li avevo messi da parte del tutto per dare priorità al progetto di cui sopra. Volevo riprendere finalmente con la corda, volevo darci seriamente dentro per un tiro in particolare e almeno provarci ma ho perso il treno almeno fino al prossimo inverno… non importa anche in questo caso sono davvero sicuro che non fosse il momento giusto, alla fine ogni cosa andrà sempre al suo posto prima o dopo. Ora l’obiettivo è portare a termine il trimestre, tornare incazzato alla roccia e stravolgere il moonboard. Nuovo setup e magari prese nuove entro aprile maggio e via di divertimento. Per il momento poca anzi pochissima roccia, anche lo scorso weekend nonostante la meteo ci siamo chiusi all’Escape a tirarne due seriamente e divertirci senza troppe menate; solo un’uscita ultimamente, in Valdinferno per fare il nuovo passaggio di Ale Penna, “il rastrello”: carino, scalabile e provabile da soli tranquillamente, un masso che non avevo mai considerato prima segno che alla base di tutto c’è sempre e solo il gesto, per quello scalo, per il gesto, la linea e la sfida stessa. E intanto la ralla per la primavera in arrivo, le uscite infrasettimanali (spero tantissime), le passeggiate con topo, con tutto quanto mi porti via da sta stagione del cazzo che è l’inverno, aumenta esponenzialmente!
 

giovedì 25 gennaio 2018

LA FINE DI UN'EPOCA...

Non si vive di sola arrampicata, o almeno così dicono. La musica per me è quantomeno importante quanto l'arrampicata e a tratti anche di più e il brutto anche in questo caso dell'invecchiare è che vedi gran parte dei gruppi della tua adolescenza scomparire nel nulla o pensionarsi. Quasi tutti, tranne, per dirne uno che per me potrebbe tranquillamente non esser mai esistito, i Red Hot Chili Peppers che invece continuano imperterriti a far cagare. Oltre ogni limite, con un cantante che è stonato come una campana e che ficca la parola California ogni 3x2 in ogni testo (l'abbiamo capito dove vivi, e non ce ne fotte un cazzo...), un chitarrista che bene o male conosce un paio di pentatoniche e con quelle è diventato un genio (...), il batterista... no quello non c'è, o forse si... e poi Flea che fa discorso a se. Per dirne uno eh, poi ci sarebbero anche in REM o gli U2 per fare altri esempio di inutilità allo stato dell'arte... ma non scendiamo nei particolari.
Poi ci son quei gruppi che invece, pur non facendomi impazzire, mi rendo conto abbiano fatto la storia di un genere, anzi che l'abbiano pure inventato, e che dall'oggi al domani rendendosi conto che l'età potrebbe essere bastarda pure con loro decidono di tirare i remi in barca e portare a casa la pensione. In modo degno e decente, non come gli AC/DC, i Rolling Stones e tanti altri che invece con le solite 4 pentatoniche (...) e 70 anni per gamba portano uno spettacolo geriatrico in giro per il mondo. Comunque fatto sta che anche gli Slayer hanno deciso di diventare pantofolai, coltivare un bel giardino, mettersi a fare il pane in casa e diventare nonni (già me lo vedo Kerry King...) e annunciare al mondo metal che i re del thrash si ritirano prima di diventare delle caricature di loro stessi. Un po' come son i Metallica oggi ecco...
Non mi hanno mai fatto impazzire sinceramente, niente da dire sui singoli componenti ma ecco, la voce di Tom Araya mi è sempre stata sulle palle e King e Hanneman non li ho mai trovati tutta st'ispirazione, però è fuor di dubbio che abbiano scritto una pagina della storia del genere. Hell Awaits, Raining blood, Angel of Death, South of heaven, ogni aficionados metallaro deve conoscerle. Hanno creato un genere, ne hanno ispirati quantomeno altri due, hanno dato il via a una marea di band più o meno del cazzo, gli Slayer son stati forse la più grande e conosciuta metal band degli ultimi 30 anni per chi è del settore (per i bimbiminchia ci sono e ci saranno sempre i Metallica) e sapere che anche loro son arrivati alla svolta è deprimente... vedere che negli ultimi anni gente come Lemmy, Bowie, Cornell e altri ci hanno lasciato è non solo triste ma fa anche riflettere. Soprattutto su chi mai potrà rimpiazzarli. Ad oggi per me nessuno, lasciamo da parte la "musica" contemporanea che è destinata a far la fine della merda nella fossa biologica, ma grossi nomi nuovi internazionali in giro non ne vedo, se non quelli vecchi che cercano in qualche modo di riciclarsi. E restando in ambito metal alla fine son sempre gli stessi che vedi sul palco e che fanno i numeri, da 20 anni e oltre.
Alla fine di tutto però per me è ben più dignitosa e rispettosa nei confronti dei fan la scelta degli Slayer. Un componente storico che non c'è più, la voglia che scema, il rendersi conto che non potrebbero più tenere i ritmi soliti. I Led Zeppelin, in assoluto la miglio band rock e non solo di tutti i tempi (chi dice il contrario deve argomentare!) insegnano e hanno lasciato un'eredità impossibile da recuperare. Ma son stati onesti prima di tutto con loro stessi.
Comunque a Satana mancheranno gli Slayer e a me pure...
 
  

lunedì 15 gennaio 2018

E LA PRIMA E ANDATA


Distrutto è il minimo che si possa dire e credo renda bene l’idea di come mi sento dopo la prima settimana del nuovo allenamento. Me ne attendono altre 11…

In ogni caso, la prima è andata ed è andata anche alla grande, l’ho portata a termine e onestamente non pensavo di riuscire ancora a tenere questi ritmi. Mi ricordo agli inizi, o quasi perché gli inizi son stati completamente da autodidatta in modo orrendo, quando Giova ci aveva fatto delle schede ad hoc che poi son state pubblicate anche online, periodi in cui tiravamo come delle bestie da soma e i frutti poi c’erano stati alla grande. Ma allora avevamo quasi 20 anni meno, tanta voglia e pochi impegni ma soprattutto non pativamo un cazzo. Allenamenti, arrampicata, corsa, botte di freddo e il giorno dopo eri di nuovo pronti via! Ora son passati parecchi anni e le cose si son complicate un pelo… intanto un livello così duro e intenso non l’avevo mai provato prima, e comunque non son uno che negli anni si è accontentato di arrampicare e basta, diciamo che un pochino la soglia di sopportazione l’ho allenata. Arrampicata? Se dopo una settimana sto accusando il colpo e il livello è sceso non immagino dopo 12… chiaro che il moonboard non fa testo, puoi trovare dei 6B duri come dei 7C, ma ho visto che anche su roccia le cose non vanno molto meglio. La corsa lasciamola perdere, non la prendo in considerazione visto che ormai mi accontento di andare in giro col cane come i pensionati. E infine il freddo. Ricordo un’inverno che per scommessa insieme ad un altro coglione del mio calibro non abbiamo mai usato una maglia a maniche lunghe, giacca-giornale-motorino e via, ma sotto sempre e solo t-shirt. Si beh decisamente coglioni ma non ho mai avuto problemi e soprattutto mai patito il freddo. Ieri son uscito di casa vestito come se dovessi fare l’invernale del K2 per poi rientrare e vestirmi ancora di più e nonostante ne abbia beccate di peggiori di giornate ho patito un cazzo di freddo che ancora adesso ne porto le conseguenze! 40 anni e non sentirli? Col cazzo li sento tutti e li maledico uno per uno…

E quindi sabato ultima pietosa seduta seguita da un po’ di chilometri insieme al mio topo per scaricare e godermi la giornata. Sarei andato volentieri fuori vista la giornata ma ho scelto comunque di annullare tutto in funzione di questi 3 mesi, poi si vedrà. E infine ieri al piacevole tepore della Valdinferno, sembrava di esser tornati agli inizi: io e il socio, un freddo schifosamente pesante da sopportare e come ciliegina una bella nevicata che ci ha tenuto compagnia tutto il giorno. L’unica novità era rappresentata dal topo che forse è stato l’unico a non sentire disagio… ho deciso per una giornata svaccosa in accordo con Alfonso, senza prenderci la pelle su roba dura e magari trovando qualche novità in giro per il bosco. E abbiamo finito per ripetere qualche passaggio più o meno facile ma sempre piacevole. Comunque stamattina mi sento come un gatto sbudellato in tangenziale in attesa di esser divorato dai corvi…
Colonna sonora della battaglia... ehm giornata!

lunedì 8 gennaio 2018

2018

Ricominciamo e in modo deciso e incazzato! Dopo un fine anno a base di svacco, scazzo, magnate e bevute come al solito, un periodo in cui ho arrampicato decisamente poco soprattutto su roccia direi per poca motivazione più che altro. Ho scalicchiato ecco, in base ai miei standard poco e soprattutto su plastica, forse perché avevo in mente quello che sarebbe stato il mio inizio 2018…
E in effetti mi è arrivato il mio nuovo allenamento per il prossimo trimestre e già ho paura: tanto carico, tanto volume, saluterò la roccia e qualche prestazione decente nei prossimi tempi ma è quello che voglio per cui non mi lamento. Ho sinceramente voglia di rimettermi sotto con una nuova scheda e una nuova tipologia di allenamento, dopo parecchi anni per ritrovare la giusta ralla ho deciso di farmi seguire di nuovo, non tanto perché non sia in grado di tirarmi giù delle schede decenti ma perché per essere motivato il giusto sento la necessità che qualcuno ragioni per me, quasi che ci sia un’imposizione. So che il discorso è un pelo strano, ma tant’è… e dato che ho chiesto espressamente di schiacciare il pedale dell’acceleratore ora non posso neanche lamentarmi dei carichi di lavoro!!!
In ogni caso spero sia l’anno della svolta, in tante cose, per lasciarmi alle spalle un 2017 senza grossi problemi ma neanche senza troppe velleità.

venerdì 15 dicembre 2017

2017


E siamo quasi a fine anno, tocca tirare le somme. Un anno controverso, come sempre alti e bassi dal lavoro allo svacco ma onestamente non posso lamentarmi troppo. Un anno volato, passato quasi in sordina perché non volevo troppi scazzi, volevo starmene il più possibile tranquillo e cercare di limare i ricordi terribili di un anno fa e in parte credo di esserci riuscito. Non dico dimenticare, non sarebbe giusto e neanche possibile, ma cercare solamente di togliere gli spigoli dolorosi…

E come sempre l’arrampicata è stata una parte prevalente del mio tempo e sicuramente una buona medicina. A gennaio son ripartito alla grande, con un bellissimo ricordo di quella giornata dove in Valdinferno ero riuscito a portare a casa un sogno che da anni credevo impossibile, soprattutto per me: Gillette e perdipiù sit! Una linea super del bosco, una delle poche che ancora mi mancava e sicuramente la migliore che è dura da in piedi, figuriamoci da sotto… e invece quel giorno l’ho quasi passeggiata ed è stato un gran bel momento, il primo sorriso dopo un mese di merda assoluta. Poi ho scoperto il masso del lupo, che ancora non conoscevo, in un posto bellissimo, isolato e tranquillo, l’ideale per passarci dei bei pomeriggi con topo. Li alla fine penso di averli fatti tutti e tra i tanti quello che più mi ha dato soddisfazione è stato “Duri a morire”, una bella linea, scalabile e piacevole da provare, senza eliminanti, un bel passaggio ecco. E anche lì ho dei gran bei ricordi, si usciva dall’inverno e anche il morale ripartiva nel senso giusto, alla fine per me si tratta sempre di un passaggio che mi resta in testa non solo per il grado, la difficoltà o la linea ma anche e soprattutto per le sensazioni che mi ha lasciato. Così come poco dopo scoprivo e valorizzavo in parte l’area alta del Lausfer, davvero in quota e fuori dal caldo opprimente (ma anche piacevole a pensarci ora…), eravamo quasi a 3.000 metri in un posto che definire splendido credo sia riduttivo, con Elena e topo a metter mano a blocchi nuovi, enormi, con roccia perfetta, tutte le linee per noi… “Far beyond driven” è stato davvero il top, forse lato emozionale il top di tutto l’anno: la linea ha pochi paragoni, alta e dura il giusto, la roccia, le tacche tutte dove servono, lì mi son reso conto che forse è vero che madre natura arrampica! Son stati davvero giorni splendidi, partenze prestissimo, avvicinamenti eterni, sembrava più alpinismo a tratti! Forse quella linea non verrà mai ripetuta perché giustamente non tutti potrebbero aver voglia di cammellare dei pad fin là ma son stato contento di aver lasciato una piccola firma anche da quelle parti. E che dire per esempio di “Cani sciolti”? Onestamente a posteriori non una delle più belle linee fatte ma anche lì ho bei ricordi di serate passate a cercare l’aderenza giusta con topo nella solitudine della valle Gesso, il relax dopo il lavoro e il fatto di riuscire a farla anche piuttosto velocemente mi han fatto stare bene il giusto, ecco. E poi naturalmente il Remondino, tutta l’estate su e giù, a volte anche solo dei pomeriggi infrasettimanali toccata e fuga, un sacco di bei passaggi fatti altri solo provati, compagnia ottima, lì ci tornerei sempre e comunque, anche non avessi più niente da provare. E “Rododentro”, anche quella fatta velocemente, quest’anno non ho mai avuto granché voglia di mettermi seriamente su un progetto e spenderci tempo, la testa è sempre mancata un po’… ma a quella linea ci tenevo davvero, non so poi perché dato che si è bella (ma li son tutte belle) ma non una delle migliori credo, e invece volevo salirla, volevo togliermi il dente!

E adesso qualche foto dei migliori ricordi che ho del 2017, per il prossimo anno mi attendono credo delle gran belle sfide non solo arrampicatorie ma ci provo, come sempre mai mollare!
Gillette sit, Valdinferno

Duri a morire, Lupo

Ambiance Annot



il Mostro stand (quello non manca mai...)

Far Beyond Driven, Lausfer


Il più bel trekking dell'anno, lago del vej del bouc

Rodo-dentro sit, Remondino


Pomeriggi al Remondino con topo, quanto mi mancano...

Salendo sul Chersogno

 

martedì 14 novembre 2017

PICCOLE SODDISFAZIONI

Una settimana. Tanto mi è bastato per sentirmi male davvero lontano dal tirare prese… dopo un’intera settimana a riposo, lato fisico sicuramente ma devastante a livello mentale, ieri sera son tornato nella mia piccola stanza degli orrori e dopo un riscaldamento infinito, con quasi una lacrimuccia agli occhi, son tornato a far moonboard, forse l’invenzione più utile del mondo dopo la ruota. O anche meglio della ruota stessa. Una settimana di antinfiammatori, creme e pastiglie varie, forse poco rispetto a quanto mi era stato ordinato, ma davvero non ce la facevo più, quindi con molta calma e senza voler strafare ho ricominciato nel modo più pacato e statico possibile a far muro e un po’ di train a secco. Avete presente quella fantastica sensazione di aver “lavorato”, di sentire il fisico che è incriccato, di avere i muscoli distrutti, quella bellissima sensazione che avevo ieri sera e che mi sto godendo ancora adesso. La pelle delle dita che fa male, il secco della magnesite… non lo so davvero come si possa fare a starne lontano per tanto, troppo tempo, non riuscirei mai e non voglio neanche pensarci, ho ricominciato e ora son davvero rilassato. E anche la testa ringrazia.
E con molta calma da domani si ricomincia anche fuori con un nuovo progetto che ho in mente da st’estate. E che in questo momento può andare bene perché non è un blocco di potenza, cosa da evitare, ma un bel traverso estenuante e di resistenza, per ora devo limitarmi a questo. Anche stavolta il “Mostro” ha lasciato il segno direi… la stagione è terminata prima del previsto (e per fortuna), quest’anno ho provato, ci son quasi riuscito, ma con quel quasi non ho portato a casa la sit purtroppo ma solamente un infortunio, in un modo stupido e per colpa mia. Ultimamente ho sottovalutato troppo il riscaldamento e son stato bastonato, punto. Ma ora si riparte, con un bel weekend lungo a Chironico tra non molto che già mi fa prudere le mani e la previsione di un bell’allenamento intenso da gennaio che quest’anno voglio metter giù seriamente e senza compromessi. L’importante è avere sempre un obiettivo!

 

mercoledì 8 novembre 2017

SBAGLIANDO NON S'IMPARA

E niente, eravamo rimasti che ero rincoglionito ed in effetti ora sono fermo, fermo davvero e del tutto e mi mangio le mani. Onestamente non capisco che sia capitato, non so se uno strappo muscolare o un’infiammazione articolare, ma un dolore acuto al pettorale sinistro mi ha messo del tutto KO, prima fisicamente e poi psicologicamente…ho provato ad andarci con calma, sabato non ho quasi del tutto arrampicato e domenica son stato a riposo, ma quando lunedì ho provato a far qualcosa è tornato fuori sto dolore del cazzo che mi ha costretto a tirare i remi in barca e mettermi il cuore in pace per un periodo che spero esser non troppo lungo. Ho una voglia di arrampicare senza senso e sembra che intorno a me tutto stia facendo il possibile per farmi salire la ralla ancora di più… avrei voglia di farmi un giorno intero in palestra e sfondarmi all’inverosimile e poi tornare a casa e farmi ancora un po’ di PG e poi il giorno dopo ricominciare al moonboard. Credo di avere un problema. Avete presente la scena di Fight Club, di Bob e delle sue enormi tette, ecco quello più o meno potrebbe essere un circolo di recupero giusto per me… e intanto fuori nevica e piove, per fortuna certo, ma in queste giornate dove l’unico posto dove dovresti e potresti essere è una sana palestra di arrampicata a sniffare la magnesite, che per me è un po’ come il napalm al mattino per il colonnello Kilgore, la smania non fa che aumentare. Drogato di arrampicata, di movimento, del fare, ogni minuto che sto fermo mi sento un grammo in più sovrappeso… credo che quando potrò riprendere del tutto mi farò una scheda devastante perché io dico sempre che sbagliando s’impara, peccato che io non mi sia mai sbagliato!

venerdì 3 novembre 2017

MOONBOARD E RESISTENZA


Se ti fai male ma sei tendenzialmente rincoglionito (come nel mio caso) e quindi non puoi proprio stare fermo il moonboard può diventare un ottimo attrezzo per allenare una tantum la forza resistenza in diversi modi. Se da un lato è interessantissimo tracciare blocchi medio-facili per il proprio livello e farne ripetizioni di 5 diversi (1 tentativo massimo) con un riposo tra l’uno e l’altro di circa 1 minuto, il tutto ripetuto per 4 volte con intervalli chiaramente più lunghi tra le serie, dall’altra non è male anche circuitare su un pannello che comunque non consente grossi recuperi.
Più o meno l’ho sempre fatto nei periodi in cui volevo aumentare un po’ la ghisa oppure, come adesso, in cui fare forza pura non è possibile per infortuni vari e mi è tornato in mente poco tempo fa facendo quelli bellissimi postati su instagram da Jollypower. Non ho mai voluto per scelta crearmi dei blocchi exnovo, ho preso il moonboard proprio perché sia allenante e per sfondarmi su blocchi che magari non mi son congeniali quindi l’idea di mettermi li, creare un boulder e postarlo proprio non mi è mai passata per il cranio, ma dato che nel tempo ho fatto dei circuiti medio-lunghi anche carini (ogni scarrafone…) ho deciso alla fine di iniziare a metterne qualcuno online, potrebbe esser anche carino iniziare a crearne diversi e raccoglierli. Un modo in più per sfruttare un bellissimo attrezzo qual è il moonboard credo!
Oggi posto quello fatto ieri sera, non duro e senza movimenti particolarmente boulderosi (per quanto possibile su questo muro!), non do gradi e non m’interessano, l’unico scopo è allenarsi a muerte e se possibile anche divertirsi! Piedi liberi, la mano sinistra va sulle pari e non si accoppia mai tranne che sullo start e sul top, le prese da utilizzare son quelle sopra ai numeri. Good climb!


martedì 24 ottobre 2017

CI RISIAMO

L’aspettavo da tempo e finalmente è arrivato: il sovrallenamento! Finalmente cazzo, dopo tanto tempo e tanto sfondarmi al muro son riuscito a tornare a non dormire, ad aver male ad ogni muscolo, a voler uccidere ogni persona intorno a me, non riuscivo sinceramente più a starne senza… già da qualche giorno avevo qualche dubbio, rafforzato dalla conferma di Giova (che ne sa) che i sintomi c’erano tutti ed in effetti dopo un weekend disastroso ieri pomeriggio mi son dato dei bei colpi di coglione.
Per fare un sunto della situazione: da circa 10 giorni ho iniziato a dormire male, primo sintomo oltre a parecchi altri, ma con l’enorme testa di cazzo che mi ritrovo non ho neanche pensato a fermarmi, anzi, ho spinto ulteriormente sull’acceleratore, tirando giù una bella scheda pesante. Poi venerdì ho pensato che l’indomani sarei stato di “sentinella” alle fate quindi non avrei fatto niente e ho messo dentro un’altra sera al moonboard, col risultato che il sabato ero un’ameba; chiaramente la domenica si va ad arrampicare, quindi tutto il giorno senza mollare, e ancor più chiaramente ieri, giornata eccezionale (e via di colpi di coglione…) son salito in Ellero, con risultati però decisamente pessimi… e infine stamattina, dopo l’ennesima notte insonne, ho acceso il cervello e annullato ogni impegno scalatorio della settimana. Che dire, non ho dosato bene le energie, l’alimentazione forse, e ho voluto strafare, ne pago le conseguenze e pace, ma devo fare più attenzione a queste cose.
Da chi si tiene veramente invece gran belle novità. Domenica sera torno a casa e guardo su instagram e lì per lì ho creduto fosse una bufala. Che la Eiter fosse forte non avevo dubbi, ma per stampare un 9b non basta quello, devi essere oltre sotto ogni aspetto, e non un 9b a caso aperto da Antonio Puzzettone (perché mi spiace, ma anche quello fa la differenza, peraltro ad ogni livello di difficoltà) ma da king Ondra himself, un 9b reputato da tanti improponibile (vedi Edu Marin) e portato a casa coi denti da uno come Schubert che ha un palmares da fare invidia. E poi ti arriva lei, piccolina e gracile, e con la mentalità e la forza che solo un campione del suo calibro può avere riesce dove la maggior parte dei maschietti getta la spugna! 9b ragazzi, qualche anno fa un noto climber ma soprattutto scrittore dell’ambiente scalatorio (di cui non farò il nome) mi aveva detto chiaramente che l’8a in falesia era ormai diventato un grado medio e a me si erano rizzati i capelli e afflosciato tutto il resto, ripensandoci ora, brutto a dirsi, non è neanche più medio, non stiamo a discutere dei nostri infimi 7 perché quello è l’entry level, che piaccia o meno. E ripeto, per tanti garisti italiani che spesso, a torto o ragione, si lamentano della situazione della federazione, di come son supportati, ecc… ma che poi invece di far risultati dove dovrebbero scalano su roccia alla facciazza di tutti, questa era una garista che quando scalava mangiava plastica e i risultati a casa li ha portati, ora è “pensionata” e i risultati a casa continua a portarli dove e come le piace veramente. Imparate gente, imparate. E soprattutto, come ho letto su parecchi forum in giro, ricordiamoci che questi son atleti al 110% e come tali ne deriva la fisicità (Usain Bolt infatti è risaputo abbia la panza da birra…), per cui le battute mangiatevele, ignoranti da rifugio che non siete altro, e beatevi dei vostri bellissimi quinti su marcioni, che con questa mentalità giusto quello potete e riuscite a fare!

 


martedì 29 agosto 2017

COME RIGENERARSI

Weekend all’insegna dello svacco o quasi. Paradossalmente in questo periodo devo usare il fine settimana per riprendermi dato che gli allenamenti infrasettimanali mi succhiano via tutto… son contento e spero che mi porti un po’ di pompa in più ma sul momento mi girano non poco le balle non riuscire a far niente di concreto. E sto caldo ora mi ha davvero sfiancato, pressione sotto i piedi e sonno costante, l’unica cosa che mi conforta ora è che le previsioni danno peggioramenti e temperature basse dal weekend, adoro l’estate ma adesso ho davvero bisogno di rigenerarmi un po’.
Comunque come dicevo niente di straordinariamente prestazionale durante lo scorso fine settimana. Il sabato siamo saliti dalle parti di cima delle Lose in valle Stura: ricordavo questo bosco bellissimo dalle skialp dei bei tempi, era una delle gite che si faceva in caso di tanta neve non trasformata (quantomeno non fino in cima, per non rischiare le palle…) e la salita in mezzo ai pini era qualcosa di straordinariamente rilassante e bello. Come son cambiati i tempi… ho sofferto, niente gamba e niente fiato, ma comunque mi ha concesso di staccare un po’ dalla ripresa lavorativa, pure quella una merda. E vedere topo correre libero per i boschi mi ha rilassato il doppio!
Domenica invece son salito nuovamente al Remondino, questa volta per il piacere della compagnia e stop tanto sapevo che sarebbe andata una merda. Mi ha fatto piacere rivedere Gian (come sempre in straforma) e Funsu, una giornata di relax piacevole, qualche chiacchiera e qualche manata. Un nuovo passaggio/variante per Gian su “giorno di paga”, secondo me come difficoltà non tanto lontano dall’originale e pure più bello e logico volendo! E per finire la giornata qualche tentativo senza ricognizione dall’alto su “ricordo di Buttermilk”, una linea come ce ne sono poche e dove il numerino conta davvero un cazzo! Siamo saliti fin dove la logica del non-suicidio ce lo ha permesso e con la sicurezza di tornare con un pezzo di corda per pulire per bene dato che stranamente non è tanto provata… alla sera andare via quando la bolgia dei merenderos è già partita, col sole che crea una luce spettacolare sulla Nasta e l’aria è fresca è un rito che va oltre ogni spettacolo per me! Starò rincoglionendo forse?!
PS grande Elena che su mio consiglio (…) ha provato a fare da sola la traversata Ciriegia-Mercantour, che non credevo essere tanto disertata dato che me la ricordavo davvero fantastica. Comunque brava lei che c’ha provato, è salita al Ciriegia, è sconfinata in Francia tanto per non farsi mancare niente, è tornata al pian della Casa e poi risalita al Remondino da noi, il tutto sotto un sole devastante. La forza della volontà alle volte regala dei bei ricordi da gustare poi in settimana chiusi in ste gabbie di merda!

martedì 22 agosto 2017

RIPARTIAMO...

Si ricomincia, come sempre, ormai mi son assuefatto alla situazione di dover ripartire con la solita routine e non so se sia un bene. Ma in ogni caso non ho grosse alternative…
Vacanze rilassanti, per davvero stavolta, fatto niente di stravolgente ma era quello che in realtà volevo più di ogni altra cosa perché in primis avevo bisogno di rilassarmi e staccare da tutto, non solo il lavoro. Una settimana in val Maira, semplicemente fantastica come sempre, a base di svacco e camminate, senza orari finalmente in un posto che davvero ci ha permesso di dimenticare tutto e dove sinceramente non avrei grossi problemi a vivere… campo base in un bellissimo chalet a più appartamenti a S. Michele di Prazzo e da li ogni giorno una camminata diversa con topo che davvero non è stato fermo un secondo. Ciliegina sulla torta il Chersogno, da una vita che non ci tornavo ma come sempre una salita semplice ma panoramica come poche. E anche il meteo alla fine è stato dalla nostra, non un caldo torrido come le altre settimane ma sempre una leggera (beh a volte neanche tanto leggera…) velatura che ci ha permesso di camminare senza soffocare. E anche la sconfinata in val Fissela, per me una delle più belle e selvagge qui intorno, è stata un bel ritorno in una delle valli che amo di più del cuneese.
La seconda settimana invece ho provato a tornare a far qualche blocco decente ma sempre, in ogni caso, in ogni posto, anche al Remondino, il caldo mi ha scoglionato al punto che alla fine ho preferito restare sul muro di casa, con l’aria condizionata, per evitare di fare chilometri davvero inutili. E stranamente da ieri che son tornato in ufficio le temperature son diventate accettabili… in ogni caso avevo anche voglia di non intestardirmi per qualche tempo sui soliti passaggi e quindi ci stava anche dimenticare un po’ la roccia. Pietoso il ritorno alla corda, sarà davvero dura ripartire a far qualcosa di decente ma se voglio portare avanti un progettino st’inverno dovrò darci dentro e cercare di mettere insieme più di 5 movimenti altrimenti meglio lasciare perdere fin da subito. Ora mi aspetta un mesetto di devasto e allenamento allo stato puro, quindi le aspettative fuori non son granché ma confido in un autunno soddisfacente e poi sinceramente ho davvero voglia di tornare a spingere un po’ e sentire la fiacchezza come si deve.

Praticamente il panorama dalla nostra casa a S. Michele, col Chersogno in primo piano

Partendo al mattino

La bellissima sagoma del Chersogno


Salendo spunta il Re!

L'alta val Maira, con il Brec e L'Aiguille

La cima

Sopra il mare di nuvole...

Alta val Maira dal colle Greguri

Vista insolita per chi arrampica sul gruppo Castello-Provenzale!



La selvaggia val Fissela