martedì 7 marzo 2017

DREAMLAND

Quando ieri sera mentre ero attaccato al moonbord a bestemmiare, ho ricevuto su instagram la notizia dell’uscita del nuovo video di Louder Than 11 ho subito acchiappato il tablet e con attitudine maniacale mi son fiondato su youtube. E devo dire che come al solito LT11 non mi ha deluso! Un video fantastico, da vedere assolutamente, fotografia incredibile, musiche e suoni azzeccatissimi e soprattutto climber della madonna in un posto che ho sognato e continuerò a sognare, chissà mai che prima o poi…
Onestamente ci son 2 modi di fare un video di climb di livello: o come al solito spacchi i maroni con il climber che fa avvicinamento, pulisce, ti fa vedere che è pure un po’ spirituale (mentre poi smadonna come tutti…) oppure cerchi la novità e un approccio un po’ meno semplicistico, e Glassberg in questo ha quasi sempre una sensibilità superiore alla media (basta guardare questo per rendersene conto). E poi come fai a sbagliare quando hai a disposizione un posto come Rocklands e due climber di livello assoluto (e profilo piuttosto basso) come Jorg Verhoeven e Katha Saurwein che in un viaggio portano a casa tanti blocchi quanti sono i sogni di una vita intera di parecchi di noi, blocchi come Sky, Pinotage, El Corazon… e mentre, tra una sditata e l’altra al muro, andavo in fissa con sto video mi chiedevo cosa avesse potuto provare uno come Fred Nicole che praticamente ha scoperto o portato alla ribalta un’area come questa, oppure come Chironico, Cresciano, Hueco per dirne un paio… Che dire, un video eccezionale, da vedere e rivedere continuando a sognare prima o poi di poterci andare in Sudafrica, invidiando pure un po’ Andre e combriccola che st’estate ci saranno!

venerdì 3 marzo 2017

VARIE ED EVENTUALI...

Ci son giorni in cui ti svegli e ti ride anche il culo, anche se non sai perché. Fuori fa brutto, il we non scalerò se non sul moonboard, non ho neanche una birretta a casa per sfangare la serata eppure son rilassato come un bimbo. La mattinata è partita con una vena leggermente tamarra, che ogni tanto mi esce, con Bon Jovi (mi prendo per il culo da solo, ma si proprio lui) a palla o quasi in ufficio, con “Runaway” di sottofondo a ricordare di quando 20 (25…) anni fa si limonava duro con “Always” ma si spaccava di brutto con questa, sull’orlo del collasso alcolico. Il pomeriggio invece mi son preso bene con i Clutch in sottofondo e mi son ridato un tono, quantomeno musicale. I miei propositi di un 2017 rivoltato stanno andando alla grande e son pure riuscito a non incazzarmi di brutto domenica con un ligure del cazzo ed ero al volante… tutto detto per far capire quanto sia zen in questo periodo. Cazzo un ligure eh! Per il resto settimana intensa fisicamente e piatta mentalmente: un paio di sere al moon a tirare come un dannato, anche se ieri onestamente ero davvero piatto e non riuscivo a strizzarle a dovere, e mercoledì pomeriggio al lupo con Andre e Stazio, non è andata male ma è più quel che ho riso come un pirla di quello che ho realizzato anche se non mi è dispiaciuto per niente. Dalla prossima settimana però riprendo pure un po’ di secco perché: 1) mi manca 2) mi manca 3) voglio allenarmi un po’ per portare avanti un paio di progettini, e portarli avanti seriamente, quindi moonboard a manetta ma pure PG, trave, pinze, blocchi fuori, non voglio stufarmi!
Dai la posto pure qui che è troppo figa e poi il video è da antologia del trash!

lunedì 27 febbraio 2017

LA RAMBLA FEMMINILE


Sta faccia dice tutto onestamente. Una delle più belle ed espressive foto che abbia visto circolare online da un bel po’ di tempo a questa parte sinceramente e direi che la ragione dietro c’è tutta. Ieri sera ero al cinema e prima che partisse il film stavo spegnendo il telefono (ogni tanto qualcuno lo fa…) e che mi vedo su instagram: Margo Hayes, una climber di livello ma onestamente molto meno conosciuta e mediatizzata rispetto ad altre tipo DiGiulian, Shirashi e compagnia bella, ha stampato “la Rambla” a Siurana, un 9a+ storico e (almeno finora) confermato da parecchi, Ondra in testa. Una prestazione esaltante, bellissima, da parte di una donna su un tiro corteggiato ancora oggi da parecchi maschietti, una salita storica ma prima di tutto simbolica perché forse ci stiamo avvicinando più che in qualsiasi altro sport al livellamento delle prestazioni maschili e femminili. Purtroppo, come parecchie volte in questi casi, è partita la corsa allo sgrado, notoriamente poi da chi invece quei tiri neanche li può vedere in foto ed è la cosa più brutta che si possa fare: l’invidia è una brutta bestia ragazzi, associata poi al testosterone può diventare pericolosa, ma fatevene una ragione, le donne scalano forte e spesso meglio! E son anche più belle da veder muoversi in verticale.
Da parte mia invece weekend abbastanza tranquillo: sabato di svacco totale in Valdinferno dove ho solo fatto da guida turistica/paratore, ottimi tenta fino di Elena fino al sangue sul suo progetto e complimenti a Lore che si porta a casa “nola” e “il condominio”, mentre ieri son tornato su un mio vecchio progetto ligure. Non è andata male onestamente e ho capito che devo dare una svolta al mio modo di approcciarmi ai blocchi: devo cercare di intestardirmi di più e portare avanti i miei progetti in modo più coerente se voglio alzare l’asticella, soprattutto ora che il tempo non mi manca. Quindi martellare fino all’esasperazione, la riuscita o il fallimento perché i blocchi si fanno o non si fanno ma prima di mollare voglio esser sicuro di non farcela. E soprattutto dare continuità perché provare un blocco duro una volta l’anno sicuramente non aiuta…

giovedì 23 febbraio 2017

MASSO DEL LUPO

Non ho mai apprezzato molto i ciciu, non tanto per un motivo particolare o perché bloccarci sia brutto (doloroso si) però una serie di circostanze, processionarie-zecche-caldo-dolore, hanno fatto si che abbia cercato per anni di dimenticarmi di questo posto. Però tra i tanti posti mi mancava ancora il masso del lupo, distante dalla zona classica, di cui ho trovato il topò quasi per caso questa settimana nei vari download e quindi la ralla e la curiosità di vedere un posto nuovo son salite all’istante. Veloce consulto con Andre, per capire come arrivarci soprattutto, e via ieri pomeriggio con topo a cercare il famoso lupo… comodissimo perché parcheggi e inizi ad arrampicare, bello perché non ci son (solo) le solite tacche tritacarne e soprattutto pulitissimo, merito del lavoro di tanti che ci hanno speso tempo per creare davvero un bel posto tranquillo e rilassante!
L’obiettivo principale era il traverso di “Welcome to my darkside”, che dalla foto mi sembrava eccezionale: riscaldo veloce, in particolare “l’ipocrita” l’ho trovato bellissimo, e poi subito sul blocco. Piatte, bellissime finalmente, peccato per l’umidazza (sembrava quasi avesse piovuto da quant’era bagnato in terra) ma poco male è bastato pulirle meglio e strizzarle un po’ di più! Giusto qualche giro per capire la partenza e la ribalta finale e via, passaggio in saccoccia: sinceramente un traverso stupendo, belli così ne ho fatti davvero pochi, in zona soprattutto, e per certi versi mi ha ricordato parecchio “le chiavi del regno” a Varazze. Fantastico! OK, sghiso ma la ralla è tanta quindi non riesco a star fermo. L’altro passaggio che mi prendeva bene era “Like a boss”: avevo visto il video la mattina e mi sembrava davvero strano, con quel tallone altissimo, e infatti… così per me risultava impossibile, soprattutto perché le piatte sopra si bagnavano in fretta e venivano via che era un piacere. Ma un piedino basso mi ha regalato un nuova methode per me decisamente più fattibile, quindi stessa partenza di “Welcome”, piatta-piatta-punta sx-piatta-giro mano dx e mi ritrovo sopra, altro passaggio godurioso! Quindi mi sale la voglia di provare anche il traversone di “Duri a morire” ma appena mi guardo intorno capisco che sta venendo notte… cazzo, son le 18 passate e son qui dalle 14 ma mi è volata tanto mi son divertito! Toccherà tornare per questo… diciamo che la bloccata al cubo di sabato (disastrosa) e i circuiti di domenica forse mi hanno aiutato a far qualcosa di un po’ più lungo dei canonici 5-6 movimenti e di resistere senza troppe pause a 4 ore di boulder.
E per finire segnalo un paio di videazzi visti ultimamente che mi hanno gasato come pochi: qui il mitico e semprefuori di melone Jason Kehl a Hueco (cazzo quanto vorrei andarci prima o poi…), non sarà uno dei più forti ma vedere “Nymphomaniac” verso la fine mi ha fatto realizzare che il grado non è tutto; qui invece un gruppone di supertenenti sempre a Hueco, blocchi classici e superlativi!

Su "Welcome to my darkside"

Aspetta a partire eh che metto a fuoco...