martedì 4 dicembre 2018

Ed è nuovamente quasi quel periodo dell’anno! No, niente Natale e cazzate varie, parlo del trimestre di allenamento di devastazione di cui sento tanto il bisogno quando arrivo a dicembre e che arrivato a marzo odierò con tutto me stesso. Come ogni anno dirò che sarà l’ultimo, che non lo farò più, che non ho più l’età, che non ho più voglia, ma poi come sempre arriverò a gennaio dell’anno successivo con la ralla a 1000.
Quest’anno penso di essermi programmato bene: un primo trimestre davvero distruttivo/creativo, intenso come mai avevo fatto se non i primi tempi all’Anteo a Ceva seguito da Giova, affiancato da Jolly che penso mi abbia fatto una scheda ad hoc davvero ben fatta e completa, certo molto intensa ma a me è sempre piaciuto soffrire in allenamento… dopodiché il resto dell’anno l’ho passato a mantenere, senza carichi eccessivi a differenza degli anni scorsi ma con piccoli richiami di forza e ogni tanto di forza resistenza, puntando però sempre al gesto più che a caricare ad ogni costo. Qualche soddisfazione me la son tolta, altre no ma chiaro che son consapevole di non avere le capacità e il talento che possono far fare il salto di qualità, ma la cosa di cui son contento è che son sicuro di aver dato come sempre il 100% se non di più. Niente da recriminare, si continua su questa linea finché la testa terrà botta poi si vedrà, certo è che non riuscirei proprio più a stare senza stress fisico da allenamento, ormai è una droga che va oltre la semplice abitudine ma mi condiziona psicologicamente 24/24, chi non c’è dentro non potrà mai capire. Se dovessi mai smettere d’arrampicare farei sicuramente altro ma farei comunque perché non potrei più farne a meno. Qualcuno punta al lavoro, qualcuno alla famiglia, io punto su me stesso e su quello che più mi piace fare!
Tanta palestra in questo periodo e poche uscite mirate. Sto cercando di frequentare il più possibile Varazze per diversi motivi. Sicuramente perché il livello dei blocchi, non tutti ma la maggior parte, è davvero alto e i gradi son reali, come piacciono a me; poi perché è un posto in cui per divertirsi bisogna avere un livello un tantino più elevato per cui era inutile andarci ai tempi solo per dire “ho fatto blocchi a Varazze”, i passaggi bisogna chiuderli, punto. Ora le mie soddisfazioni me le sto togliendo. Il primo della stagione a cadere è stato “Occhi di gioia”, devo dire anche abbastanza rapidamente: methode Moroni certo, più consona al mio stile, un blocco non certo favoloso come linea in se ma con movimenti davvero al top. E poi andare li all’antro è stato anche un pretesto per vedere da vicino l’altro progetto della stagione, il più importante, “Alphacentaury” stand, gran bella linea. Domani diamo il via alle danze! E come dicevo tanta palestra, Vertigo, BigUp e soprattutto Moonboard: su quest’ultimo ho variato un po’ l’approccio ultimamente, puntando su tante sedute più brevi con blocchi di riscaldamento e poi concentrandomi su alcune linee per me estreme tenute da parte, pochi movimenti davvero intensi (e spesso neanche chiusi…). Oppure circuiti, trovo che su quell’inclinazione fare 25-30 movimenti senza riposi sia un toccasana reale per poter poi puntare più avanti a far qualcosa di più lungo su roccia, magari pure con la corda.
Quindi ancora 2 settimane di progetti, poi le vacanze di natale che tra un panettone e l’altro mi permetteranno spero di spingere ancora un po’ e poi per qualche tempo remi in barca temo, quelle schede il livello lo fanno scendere brutalmente quantomeno i primi 2 mesi…

Sequenza centrale su "occhi di gioia" con topo a parare...
 
 

lunedì 19 novembre 2018

Tre settimane senza toccare roccia… un tempo infinitamente lungo per un malato come me, la plastica è un surrogato che dà soddisfazione momentanea ma non sazia e la voglia di uscire, vedere il sole, passare delle belle giornate a spellarsi le mani era arrivata a limiti onestamente insostenibili. Poi a metà settimana si apre uno spiraglio, vedi il meteo che di punto in bianco dà temperature prossime allo zero, il vento che gira da nord e che soffia seriamente e allora torna una speranza: Varazze sarà in condizioni! E sinceramente benché Varazze sia mediamente una merda quando l’aderenza è quella giusta diventa un vero paradiso!
Inizio il venerdì, ancora stanco dai circuiti al moonboard, ma il pomeriggio schizzo giù col topo e vago tra il potala basso arrampicando il più possibile, senza obiettivi. Una goduria! Colla, nessuno in giro, troppo presto diventa buio e io mi trovo nel bosco a tornare dalla macchina in completa solitudine, esattamente quello di cui avevo bisogno questo weekend. Torno a casa provato dal freddo e dal vento anche se ancora non so che il giorno dopo sarà ben peggio…
Preparativi, mi sento con Ale e decidiamo di andare alla collina ad arcuare un po’ di lame di rasoio… al mattino si unisce anche Matteo e già a Ceva capiamo che la cosa sta prendendo una piega devastante. Il cielo è scuro, fa un freddo porco e il vento si fa già sentire… arrivati su appena scendiamo dalla macchina capiamo che la giornata sarà parecchio dura. Ci proviamo comunque, ma io sento che i muscoli non rispondono, non chiudono proprio e tantomeno le dita si rifiutano completamente di arcuare, ho proprio paura di farmi male! Dopo un paio d’ore in ste condizioni deplorevoli capiamo che è arrivato il momento di abbandonare, non abbiamo più l’età per queste cose sinceramente. Torno a casa e per combattere il freddo chiaramente faccio un po’ di muro…
Il giorno dopo sembra ancora più freddo ma questa volta col sole. E questa volta ho intenzione di tirare fuori l’artiglieria, vestiario ad hoc quasi da spedizione himalayana. Mi sento sol socio, diamo un’occhiata al meteo, ci facciamo forza e decidiamo nuovamente per Varazze. Giù il vento tira ancora più dei giorni prima, freddo fa freddo ma c’è il sole e quindi per un momento si sta quasi bene… dura poco, ma devo dire che tutto il giorno non ho patito, anzi; la cosa che più mi è sembrata strana è che in giro non ci fosse assolutamente nessuno, nonostante le condizioni fossero assolute, davvero parecchio ambiguo… in ogni caso non perdiamo tempo e iniziamo subito a martellare un passaggio dopo l’altro. A fine giornata decidiamo di scendere da “Occhi di gioia”, lasciato incompleto un pomeriggio dell’anno scorso perché da solo non me l’ero sentita di uscire (lo so, è strano, ma sinceramente avevo paura di farmi la schiena sul masso dietro… mi prendono per il culo ancora adesso, a ragione…) con la ferma intenzione di chiudere i conti e passare al vero progetto della stagione. Purtroppo la voglia non è bastata, i tre giorni hanno iniziato a farsi sentire seriamente e nonostante qualche bel tentativo fino al bordo non ne avevo davvero più e le prese basse ad un certo punto si faticavano pure a vedere ancora… poco male, la prossima volta lo stampo sicuro perché se da stanco morto c’ero vicino non penso di avere problemi e soprattutto perché è tempo di passare a martellare i passi che mi son segnato per l’inverno a Varazze.
Per concludere stupenda compagnia ieri, come sempre con Funsu. Si parla, si ride, a volte arriviamo pure a discorsi seri, si martella senza sosta sulla roccia, insomma è sicuramente il socio per eccellenza. E per quanto riguarda il freddo iniziamo a farci l’abitudine anche perché è con ste condizioni che ci si diverte seriamente: mi pare fosse proprio Malcolm Smith che dicesse che sopra i 5° non si tratta più di vero boulder!

giovedì 25 ottobre 2018

BERSEKER

Sono al settimo cielo. Intanto già chiudere un passaggio tuo ti regala una soddisfazione che non è neanche paragonabile a ripetere, quantomeno così è per me. E poi una linea del genere…
La storia di Berseker in realtà è ben più lunga di un paio di mesi! Anni fa con Funsu mentre si scalava da Petra ci eravamo accorti di questa stupenda prua in lontananza e incuriositi ci avevamo ficcato il naso. Ma niente, non c’erano prese e non valeva la pena perderci tempo… solo in seguito son venuto a sapere da Gian che pure lui e Lollo (tra l’altro rivisto con piacere domenica in Gesso!) erano andati a buttarci un occhio, ma anche in quel caso niente di fatto. E poi il nulla fino alla primavera scorsa. Da parte mia ben poca motivazione di scalare in valle, nonostante avessi sempre adorato quel posto mi ero stancato della roccia, delle condizioni altalenanti, delle linee non sempre così evidenti e quindi avevo deciso di fare due passi con topo, che poi due non erano proprio visto che con Ellero grosso ero dovuto partire dal ponte del sale… appena arrivati ho subito intravisto una possibilità, dura ma fattibile, ma poi di nuovo il nulla fino a quest’autunno.
Inizio settembre: Ellero al minimo stagionale e quindi si attraversa alla grande, neanche 10 minuti e son di nuovo li sotto. Inizia la pulizia e purtroppo la roccia, come nel resto della valle, non è il granito a cui son abituato. Si sfalda e se c’è poco quel poco diventa nulla… i primi tentativi nonostante la caldazza vanno bene ma quando inizio ad intravedere la luce in fondo al tunnel spacco un piede fondamentale. Coglioni a terra… prova e riprova ma sia la sit, che nel frattempo è diventata estrema per me, che la parte centrale non mi entrano più! E poi c’è il problema dell’uscita, alta ma soprattutto pericolosa. Decido di dividere il lavoro in due: ogni tanto salgo con la corda per provare sopra e ogni tanto con 3 pad (!!!) per provare sotto. Le condizioni ambientali non migliorano ma vengo a capo, anche grazie all’illuminazione di Fabri, della parte sopra, non troppo dura ma aleatoria; nel frattempo la sit proprio non mi esce e quando riesco nel singolo mi blocco in continuità! Nel frattempo inizia a piovere e io inizio ad aver paura che la stagione in valle sia finita, quantomeno non si riesca più ad attraversare e quindi tutto sia da rimandare all’autunno seguente. Mi butto su altri progetti, senza troppa voglia sinceramente e neanche troppa testa perché quella era rimasta li da Berseker, quindi mi alleno per il passaggio e mi sfondo il giusto… il weekend scorso ero davvero a pezzi, stanco come non mai, e sentivo che avrei dovuto ancora una volta cambiare le carte in tavola. E poi ieri. La voglia di andare altrove era tanta, avevo paura di scontrarmi con l’ennesima giornata di sconfitte, ma sapevo anche che sarebbe stata una delle ultime possibilità del 2018 quindi decido di salire in valle. I primi tentativi sono un disastro… le condizioni son buone, fa caldo ma asciutto e l’aderenza è quella giusta e nel frattempo io mi son riposato, ma ancora non gira. Decido mio malgrado di mettere lo smartphone puntato, non posto mai video per mille motivi ma in questo caso non posso esimermi; dopo un paio d’ore passate tra smanacciate, madonne e relax mi riattacco e senza che me lo aspetti dal piccolo tridito rovescio e dalla pinza di destro riesco a bloccare e arrivare alla lametta! Dal video si vede bene che non ci credo neanche io tanto che cerco la methode per andare via, situazione di merda… riesco a riaccendere il cervello ma ancora manca il singolo alla rovescia che inaspettatamente mi è entrato a nastro tutto il giorno. Come singolo ma non in continuità! Invece la tengo e da li so che se non faccio il pirla è finita. Respiro e continuo a scalare, male perché ho la ralla a mille, ma le tengo fino all’uscita, quando so che non potrò più cadere (e che se cado in ogni caso mi ritroveranno sul posto…) e poi da li anche topo non capisce perché urli come un pirla!
Dicevo nel post di instagram che ho chiuso un cerchio con la valle e lo penso realmente. Li di linee che m’interessano veramente al momento non ne ho più ma quella prua era un tarlo, un piccolo sogno che dovevo portare a termine. Ho aperto qualche passaggio, anche li in Ellero, alcuni più belli di altri (ogni scarrafone...) ma sentivo di dover lasciare anche lì una mia piccola eredità, se così si può dire, in quel posto che mi aveva dato tanto e a cui io avevo dato moltissimo, qualcosa in più del semplice numerino ma una linea che fosse realmente, al di là di ogni dubbio, fantastica, una linea che (forse) alcuni avrebbero avuto il piacere di ripetere come io l’ho avuto su blocchi come l’Assedio, Apocalypto plus, le varie Radiologie alla casa, il Drago bianco, Krav maga e altre, linee che sono inequivocabilmente belle al di là del grado. Chi scala solo per quello forse non lo capirà mai e sinceramente penso si perda una gran bella fetta del piacere di sto gioco…
Berseker credo sia il nome azzeccato per sto passaggio, che dedico assolutamente a me stesso perché me lo merito al 110%! E stasera si riparte col moonboard…  

La linea in tutta la sua bellezza (e io pure!)

mercoledì 17 ottobre 2018

E torniamo a farci sentire ogni tanto… sendtember l’abbiamo fatto fuori e rocktober sta finendo, è quasi ora di pensare ai panettoni e neanche un mese fa si girava in mutande tra i blocchi!
Comunque, scene orride a parte, il mese è passato in pratica tra il progetto, l’allenamento autunnale e un po’ di roccia ma senza grandi sorprese. In Ellero “Berseker” procede al meglio ma purtroppo il fiume inizia a diventare problematico da attraversare e farmi il culo da sotto con pad, corda e quant’altro è fuori discussione. Va bene faticare ma inutilmente anche no grazie… comunque per il momento fatto in due parti che ancora non riesco a collegare tra loro: la sit fino a metà che penso possa valere qualcosa intorno al 7C+, davvero intensa e interessante e non sempre mi entra, e la parte sopra, niente di allucinante certo ma in particolare da stanco e con la caga di cadere può regalare emozioni forti… vedremo se riuscirò ancora a farci un giro prima dell’inverno altrimenti tutto rimandato al prossimo autunno, in ogni caso è l’unico motivo per cui al momento torno in valle.
E poi la valle Gesso, sempre più il top in zona come qualità di roccia e passaggi. Dal “Mostro” ancora non son riuscito (o forse psicologicamente mi rifiuto) a tornare e quindi il top per ora resta tetti Lup. La prua di “Come quando…” al momento è uno dei miei 2 progetti e sabato per poco non la porto a casa, non fosse stato per quel tallonaggio infame. Ma in ogni caso i passaggi quasi fatti restano comunque da fare. E con Funsu siamo saliti al pian della Casa domenica con un meteo che in basso non prometteva niente di buono e che invece su ci ha regalato una giornata con un’aderenza da vero rocktober; mi son dedicato un po’ alle foto e ripetere qualche passo già fatto, in particolare lo splendido “Toit de Jean”, rifatto con una methode diversa ma comunque il blocco in se resta un vero bastone, soprattutto per il grado molto vecchia scuola. E come sempre quel posto, soprattutto in quelle condizioni ambientali, diventa magico all’inverosimile, favoloso in ogni stagione certo ma in autunno regala davvero il meglio!
E poi chiaramente l’allenamento. Ho ripreso ad andare ogni tanto in palestra come dicevo, e al Vertigo ho ritrovato lo stesso ambiente relax di quando avevo lasciato anni fa ma soprattutto la vicinanza che non mi obbliga a macinare km ogni sera; poi moonboard come se non ci fosse un domani, alternando resistenza (circuiti, bellissimi da fare su quel pannello, o blocchi senza riposi) e tanta forza, anche a secco, cercando ancora una volta di tirare fuori il meglio per la stagione in arrivo. Ma ora è il momento, meteo permettendo, di cercare di andare il più possibile su roccia, portando avanti i 3 progetti a cui mi son volutamente limitato per questo fine 2018 in attesa di gennaio e dello sfondamento più assoluto con un altro trimestre di preparazione. Incredibile che ormai da qualche anno dica di non aver più voglia di pestare a fondo e poi mi ritrovi sempre punto a capo…

Uno dei tanti tentativi su Berseker in Ellero

E Fabri sullo stesso passaggio

Quasi a segno su "Come quando..." splendida linea ai tetti Lup

Funsu tenta lo splendido "Toit de Jean" al pian della Casa in condizioni piuttosto autunnali...