lunedì 11 aprile 2016

VABBE

Allora, stavolta iniziamo dalle buone notizie (per gli altri) e poi arriviamo alla merda (per me). Quindi, salite del week end da segnalare, almeno quelle di cui sono a conoscenza diretta, da parte di Funsu e di Fabrizio Marengo che entrambi portano a casa i propri progetti di più o meno lungo corso. Intanto il socio che dopo il viaggio della speranza in giro per il Piemonte (dopo ci arriviamo…) e un veloce riscaldo in Ellero stampa al primo giro della giornata e in scioltezza il bellissimo traverso del “Drago bianco” agli schiaffi, con una nuova methode molto meno aleatoria e fighissima, quindi doppi complimenti a lui: per la prestazione, perché comunque oltre ad esser un signor passaggio non è scontato fino alla fine, e per il fatto di aver trovato una methode più precisa, e su quel blocco ci son passati in molti senza intravederla (per quel che ne so io). Dopodiché si è messo al lavoro sul suo nuovo progetto, “Krav maga”, su cui son sicuro che se ci si mette sotto con la testa giusta lo porta a casa: dagliene socio che io faccio il tifo per te! E poi Fabri, che di “Krav maga” è appunto il primo salitore, che stamattina mi ha scritto di aver fatto una toccata e fuga alla collina riuscendo a venire a capo in un paio di sessions del blocco più duro dell’area, ovvero l’inavvicinabile (per me) “il profeta”, 8B o 8A+ ma comunque un bastone assoluto in termini di difficoltà, un blocco che non credo abbia visto molte ripetizioni e non solo perché la collina resta fuori dai circuiti classici ma perché servono parecchie dita (sempre 10 numericamente parlando, ma forti come 20 delle mie…).
E ora arriviamo a me, così ci facciamo 2 risate… dopo un sabato in cui mi son tenuto dalla parte della ragione, no blocchi fuori e solo una veloce session al moonboard proprio per dedicare il 100% delle energie al mio progetto domenicale, me la son presa as usual, per essere internazionali e gggiovani, in the ass! Esattamente, perché volevo sfruttare forse l’ultimo weekend buono a Novalesa prima della caldazza per provare “Onora il padre” ma purtroppo per me arrivati su ci ritroviamo nel bel mezzo di un raduno… ora, non ho niente contro, anzi, ma un discorso è partire per e stare tutto il giorno a provare blocchi più o meno nuovi in compagnia, altra cosa è avere in testa un blocco come quello su cui onestamente avrei voluto avere 2-3 persone al massimo con me (quelle c’erano, peccato per le altre 200…) per provare in tutta tranquillità e serenità mentale. Quindi dietrofront con una pausa ridicola in mezzo fino in Ellero e giornata in merda totale per me, senza far nulla, quindi altro fine settimane alle ortiche: da parte mia sicuramente chiudo il capitolo Novalesa per questa stagione e mi dedico agli altri milioni di progetti in giro con enorme sventolamento di genitali...
 
Funsu solidissimo su Drago bianco
 
 

E nuovo cantiere per lui
 
Fabri abbraccia il Profeta 


Nuova connessione alla collina

 

lunedì 4 aprile 2016

EH PROVIAMOCI!

I presupposti per una giornata “umidiccia”, mettiamola così, c’erano tutti: pioggia il giorno prima, pioggia nella notte, Beigua avvolto nelle nuvole stile “forestadeiCarpazi”… l’unica cosa che ci avrebbe potuto salvare era il vento da nord ed in effetti quello c’era e anche parecchio. Ma non ci siamo scoraggiati con Filippo anche se arrivati a Varazze forse ci saremmo dovuti accontentare delle aree basse e sicuramente più asciutte, Potala, Eden, ecc… ma invece no, imperterriti saliamo al parcheggio nonostante la strada marcia d’acqua e il fatto d’esser in piena nube. Qualcuno in effetti più coglione di noi c’era, onestamente far foto con cannoni da migliaia di euro sdraiato nel fango come un vietcong quando intorno a te la visibilità è ridotta a qualche metro mi fa venire qualche dubbio e soprattutto mi fa pensare che io non sia quello messo peggio… in ogni caso decidiamo di provarci comunque e quindi via al simpaticissimo avvicinamento con in testa già la marcia di rientro.
 
Arriviamo da Rampage e le condizioni son quelle che sono… una merda! E la merda è peggiorata di parecchio andando avanti nella giornata purtroppo! Le prese di partenza son fradicie e quel che è peggio è che il piede sinistro, che lavora in spalmo praticamente, è bagnato da acqua che esce dal solito bastardissimo muschio inutile, ma siamo qui e tanto vale provarci comunque. Ripasso i movimenti che la mia memoria da koala ha praticamente resettato in questi 2 anni, da metà all’uscita non ho problemi a ricordarli e a concatenare il tutto e anche sotto, dove avevo qualche problema a partire, mi sento subito bene, non fosse che al terzo movimento, quando il piede sinistro sempre in spalmo si bagna eccessivamente, viene via che è piacere. Puttana la misera… prova e riprova le condizioni non migliorano certo e quel che è peggio è che dopo qualche ora anche le mie crollano drasticamente, quando ste pinze devi stringerle il doppio e i piedi ti van via ogni 3x2 le braccia dopo un po’ ti sfanculano pure loro. Filippo da parte sua fa amicizia con il blocco, pezzo per pezzo studia la sua methode e dopo poco riesce anche lui a salire delle parti davvero in modo perfetto! Non dico che l’avremmo portato a casa, anzi, ma certo che se il meteo ci avesse aiutato un pochino di più avremmo potuto dire la nostra… chiudiamo la giornata con il bel muretto di 7A di fianco, che mi hanno sempre dipinto come atroce ma che invece è divertente e salibile.
Ieri invece non ci ho più provato, a cercare roccia intendo, perché comunque i presupposti per un’altra giornata a far funghi c’erano tutti quindi relax col mio topo al mattino, in giro a far topo-shopping e poi per una bella sgambata tra una goccia e l’altra, mentre il pomeriggio abbiamo provato col socio a tirare qualche presa sul moonboard con risultati direi davvero deprecabili ma comunque sempre con grande umiltà e massima ironia, come direbbe il mitico Rocco Siffredi!
Filippo ci prova...
 
 
 
 

... e ci provo pure io.




 

martedì 29 marzo 2016

ANCORA UNA VOLTA

Già tornati da Chironico e già mi manca la nostra solita routine: sveglia con tutta calma, colazione infinita più simile ad un pranzo, preparazione con un paio di video giusto per scaldare le gomme, via in giro per il bosco fino a che o la fibra si esaurisce o arriva il buio (solitamente le 2 cose coincidono, ma spesso è la fibra ad arrivare prima al termine...) e ritorno a casa con birra rigenerante e cena in stile "pranzonuziale".
Questa volta ho deciso di accantonare ogni progetto, non avevo voglia di impegnarmi, soprattutto mentalmente ma solo di vagare e arrampicare il più possibile senza seghe mentali, quindi ci abbiamo dato a fondo fin da subito cercando blocchi e posti per noi nuovi, e in un posto del genere è tutt'altro che difficile.
Intanto molta gente, tanti stranieri e fortunatamente nessun italiano in giro, sempre tutti cordiali e gentili, con cui provare un blocco insieme non è mai un problema anche se non ci si è mai visti prima; appartamento dell'altra volta quindi stupendo, comodo ed enorme per 2 persone, ma ben venga. Primo giorno via per i vari settori sopra il cimitero, per capirci quelli classici (ma che onestamente son quelli che conoscevo meno) quindi soucoupe, intercessor, centrale, ecc... fin da subito ci diamo dentro come se non ci fosse un domani, meteo stupendo ma le previsioni erano parecchio incerte quindi per non sbagliare preferiamo ghisarci! Dopo poco arriviamo ad un bellissimo blocco con una sola linea sopra, Baked potato, ma decisamente stratosferica nel settore intercessor; la linea resta all'ombra, ed essendo su piatte ci va bene. La chiudo subito in piedi e già la sit mi prende bene, anche se vedo che da guida non esiste, quantomeno sulla mia vecchia guida perché dopo poco arrivano un paio di crucchi a tenerci compagnia e io subito mi sparo una bella figura di merda. Parto col fatto che la sit mi piace molto, ma che non so se sia fattibile, che potrebbe essere un 7C e via dicendo e dopo un po' uno dei due, guardandomi come fossi un rincoglionito, mi fa notare che sulla SUA guida la linea esiste e che no non è 7C, ma 8A... bene, tanto meglio, risolto l'inghippo mi ci butto subito, tanto più che Elena si è convinta, nonostante sia il suo antiblocco per eccellenza, di darci una manata che non si sa mai. I suoi tentativi vanno di bene in meglio, piatte e talloni proprio una cosa che non ha mai digerito ma che invece sabato ha gestito al meglio; poi l'uscita è altina e la caduta è fatta di tronchi perché sotto c'è un buco enorme.. ma giuro che il blocco però è bello, anche se dipinto così non credo venga voglia di provarlo! Qualche giro e dopo aver tenuto per un attimo la presa dopo il lancio finalmente la fissa, accoppia alza i piedi ed esce super felice (e ci credo!) da quello che è il suo primo 6C (duro) post infortunio, segno che averne non è sempre l'unica soluzione. Complimenti a lei, questa è la ripartenza ora si tratta di continuare sulla falsariga! Io intanto mi distruggo sul mio, decisamente un blocco di potenza che adoro e un altro progetto da aggiungere alla lista infinita, la cui sit è stata liberata da Keller e ripetuta raramente, in effetti aggiunge un movimento durissimo alla parte sopra e per passare da 6C a 8A il movimento giuro che è davvero estremo, ma i movimenti sono uno più bello all'altro e non avrei mai smesso di darci se non fosse che ad un certo punto il bicipite sinistro mi ha mandato a fare in culo e smesso di chiudere... giornata finita tirando un paio di tacche, che non fa mai male, fino al buio dato che purtroppo l'ora era ancora quella sfigata e le 18.30 erano il limite del vedo-non vedo. 
Il giorno dopo ci siamo svegliati già rintronati dal nuovo orario e oltretutto entrambi ci sentivamo come se un rullo compressore avesse saltato la corda tutta la notte sulle nostre spalle... decidiamo quindi di visitare un posto nuovo e tranquillo e sfruttare al meglio la giornata che, in culo alle previsioni, è nuovamente eccezionale! Direzione "le monolithe", un blocco stupendo ed isolato ai margini del bosco e lontano dalle folle con poche linee ma una più bella dell'altra; purtroppo il rullo compressore non lascia scampo e le braccia continuano a non chiudere, nonostante Redbull+barrette+pastiglie varie che però non sortiscono effetti. Vaghiamo per il bosco, facendo linee semplici e senza stare a sindacare sul grado ma guardandone la bellezza; a poco a poco le braccia si svegliano e il toccasana, una bella barretta con un 50% di proteine altamente chimiche e di dubbia provenienza, mi da la scossa per terminare la giornata al meglio con alcuni dei migliori tentativi mai fatti su un mio vecchio progetto, arrivando davvero (porca troia) ad un soffio dal chiuderlo. Ma come è arrivata la pompa è anche scesa, senza preavviso, quindi non resta che tornare alla birra e alla nostra cena "no limits"... Vacanza terminata, il giorno dopo le condizioni della roccia erano dubbie (onestamente ho arrampicato su merda ben peggiore...) e le nostre senza dubbio terribili quindi decidiamo di sfangare la coda di rientro e salutare in anticipo il posto più bello del mondo... quantomeno per noi! Già sto pensando a quando ripartire in giornata...
 
Stile!


Felicità meritata

Le monolithe

Gli avvicinamenti così son anche piacevoli!


Provando methodes improbabili... dopo ho trovato quella giusta!

Happy fucking Easter...


Qualcuno adora i miei piedi, qualcuno li odia...

 

giovedì 24 marzo 2016

RESTART THE GAME

Finito l’inverno, l’allenamento spesso e le serate infinite di ghisa si ricomincia. Svitate tutte le prese, pulite per bene, ripulita a fondo tutta la stanza delle torture (che ne aveva decisamente bisogno!), rimontato il nuovo setup e scaricata la fighissima nuova app del moonboard su tablet e smartphone (il nerd che c’è in me sta godendo come un riccio in calore) ieri sera finalmente stile “pervertito in sexy shop” mi son goduto qualche blocchetto nuovo. Non moltI onestamente, le dita son ancora aperte e scalare sul moonboard nastrato, soprattutto sulle prese gialle, non è il massimo ma soprattutto non volevo sfondarmi più di tanto dato che domani si parte per Chironico (siiiiiiiiiiiii!), ma la curiosità era troppa per non provare qualcosa.
 
Qui qualche impressione a caldo. Intanto il setup mi sembra più equilibrato dell’ultimo che avevo (misto dei 3 set) e mi piace parecchio l’idea di uniformare una volta per tutte, in effetti l’idea del moonboard è proprio quella di dare uno strumento di allenamento uguale a tutti (pannelli più corti o meno inclinati a parte) e quindi questo setup era una conseguenza logica di questo ragionamento. Bellissima poi l’idea della app e la gestione dei blocchi, credo che avendo a disposizione la serie dei led sia davvero una goduria infinita (ma parecchio cara) che unita al logbook da un’idea immediata di quello che si è già fatto; in effetti già prima mi stampavo tutti i blocchi da tenere in un faldone con quelle che erano le mie impressioni a caldo, giusto per poi ricordarsi in un secondo momento quelli che erano i blocchi più meritevoli e come li avevo trovati e magari riproporli quando si scala in compagnia. Non è un discorso di gradi o meno, non m’interessa minimamente tant’è che nello stesso logbook ho deciso di assegnare solo un giudizio sulla bellezza tramite le stelle e inserire un commento a mio uso e consumo (soft/medium/hard), il resto non m’interessa, anzi già il fatto di dover inserire di default il numero di tentativi (sai quanto mi frega) mi urta un po’.
Passiamo alle note dolenti. I blocchi fatti li ho trovati decisamente più facili dello standard moonboard, dove spesso trovi lungo anche sui 6A; forse son solo capitato su quelli “sbagliati” io ma non vorrei che l’asticella si abbassasse ad uso e consumo di quelli che voglion solo tritare gradi per il proprio piccolo ego perché allora tornerei ben velocemente ai vecchi setup (a me invece piace trovare lungo!). Inoltre ho notato che su alcuni blocchi le indicazioni delle prese da utilizzare erano sbagliate, poco male basta dare un’occhiata alle prese intorno a quelle segnalate per carità, ma occhio perché basta poco per far diventare un 6 qualcosa di mostruosamente duro (provato sulla mia pelle ieri). Infine, e questo credo sia dovuto soprattutto alla “novità” della app, non c’è la possibilità di riconoscere quali blocchi siano già stati fatti o meno se non si va a cercare nel proprio logbook, ma da buon rompicoglioni quale sono ho già scritto una mail alla moon a tal proposito! Per il resto, dopo quasi 2 anni dal primo travetto piazzato per creare questa meraviglia, ancora non mi son stufato un solo minuto di starci attaccato, credo sia la cosa più bella, goduriosa, rilassante, incazzosa del mio piccolo mondo d’arrampicata!
E per chiudere… CHIRONICO ARRIVIAMOOOOOOOOOOOOOOOOOO!