lunedì 13 aprile 2015

PRIMAVERA E NOVITA VARIE

Un weekend nella norma e anche molto fuori forma! Niente di particolarmente eclatante, vorrei dire solita routine anche se in realtà non è stato proprio così...
Finalmente venerdì sera mi son deciso per il nuovo tatuaggio e adesso non vedo l'ora che sia fine luglio per vedermelo "addosso"! Altra grossa novità, se tutto va bene (esami, vaccini, ecc...) presto avremo un bel cagnolino/one, cosa che davvero aspetto da un bel po' ma fino a che non lo avrò nel giardino preferisco non esaltarmi troppo per non restare di merda all'ultimo!
Per il resto sabato merdosissimo arrampicatoriamente parlando. Vero è che a Novalesa in questo periodo di più non si può pretendere, ma eravamo in zona per altre cose e l'unica alternativa valida era quella, ma forse sarebbe stata cosa buona e giusta non arrampicare proprio visto l'andazzo della giornata... Ieri invece con Funsu non è andata malaccio. Certo la linea per cui ero partito alla fine non l'ho portata a casa, le condizioni onestamente non c'erano sia mie che della roccia, ma è stato divertente non fossilizzarsi troppo su quella quando ho visto che tanto non entrava andando a divertirsi su altre cose. Bei passaggi fatti, soprattutto la superlinea a fine giornata: un bellissimo traverso ripulito dal muschio con un'uscita su cui, devo essere onesto, mi son cagato non poco addosso dato che la caduta non sia proprio delle migliori che abbia visto e l'altezza inizia a diventare "interessante"... davvero un passaggio a 5 stelle, bello da arrampicare ed esteticamente impeccabile, uno dei traversi più belli che abbia mai fatto credo. E complimenti anche a Funsu che sta ritrovando una forma strepitosa in questi ultimi tempi!
PS altri complimenti davvero dovuti anche ad Andrea Tallone che la settimana scorsa si è portato a casa una delle rarissime ripetizioni di "Sciopero" gran nuovo/vecchio passaggio al Bracco nuovo! Una linea ma soprattutto dei movimenti bellissimi, lo conosco davvero bene dato che c'ho lasciato un bel po' di pelle st'inverno senza peraltro venirne a capo. Grande!   

martedì 7 aprile 2015

E ANCHE STA PASQUA...

... se la semo levata dai coglioni! Oggi son devastato come mi fosse passato sopra un rullo, a differenza delle pasquette old school a base di alcool, carnazza e tutto il resto stavolta c'è stato solamente lavoro, arrampicata e allenamento ma ne risento ancora più di un tempo! E che cazzo...
Dopo un sabato passato a smaltire i postumi della festaccia (e che festaccia! grandi tutti, bella serata, tanta musica esticazzi ai quarantenni che spaccano il culo ai giovani! io non me la son cavata così bene...) della sera prima pulendo casa tutto il santo giorno, domenica abbiamo provato a discapito delle previsioni a buttarci ad Ailefroide. Sveglia notturna, primi dubbi sulla giornata, 2 ore di macchina per accorgerci sotto il Monginevro che forse sarebbe stato meglio starsene a dormire invece che provare a salire al colle sotto la neve! Dietrofront, tutto nella desolazione più totale in tipico clima pasquale (odio all'ennesima potenza 3 giorni all'anno: Natale, Pasqua e Ferragosto!), l'unica alternativa aperta è stato prima il McDonald per una veloce colazione ammeregana e poi un supermercato che quantomeno mi avrebbe permesso di smaltire l'incazzo cucinando. A casa sfondamento giusto al Moonboard per una bella session di blocchi, senza strafare confidando nell'indomani. E ieri in effetti non siamo stati delusi!
Saliti nel nostro nonsecretspot sopra Altare ci ha accolto una bella giornata di sole con vento freddo, l'ideale per portare alla frutta la pelle. La sorpresa più bella l'ho avuta (purtroppo) a giornata quasi terminata, ritrovando un passaggio stupendo made in Core in un grottino piuttosto inculato: un pannello a 45° davvero essenziale, microtacche dolorose, caduta non proprio eccellente, della serie ti spacchi le gambe e non ti ritrova più nessuno, uscita aleatoria, un passaggio da antologia che parte quasi al buio per sbucare in pieno sole. Mi ricorda in modo incredibile la stupenda grotta di Hell Awaits al Remondino! Dopo poco ho risolto tutti i singoli, l'ho messi insieme fino all'uscita ma mi manca, forse perché non mi fidavo troppo dei miei soli 2 pad, un singolo a metà, quindi DEVO tornare quanto prima con tutti i pad, 4 almeno, spezzoni di corda e pelle nuova per concatenarlo. DEVO assolutamente perché è magnifico e perché ora non ho in mente altro...
 

venerdì 3 aprile 2015

NEVE E RICORDI

Prima di diventare malato di roccia, prima di essere invasato di allenamento, prima di diventare un bravo figliolo ecco, prima di tutto questo c’era solo la montagna, la neve e lo snowboard… anche lì monotematico, non son mai stato molto multitasking perché se scelgo di far qualcosa do il 110% e lascio perdere tutto il resto (ma proprio tutto), ed allora era peggio ancora perché ero appoggiato da uno che era più psyco di me. Con Immo si partiva il mattino prima di andare al lavoro per fare un salita veloce (dimenticavo: gli impianti non esistevano per noi! Racchette, tavola sullo zaino e tenda quando non avevamo un locale invernale in appoggio…) così come il venerdì sera si preparava il tutto per partire nella notte e rientrare bolliti la domenica sera. Neve, neve, neve, ore di camminata, freddo tanto e sempre divertimento senza star tanto a pensare ai rischi… come quella volta su un canale del Viso Mozzo con lui e Maio: io a metà salita scoppio di brutto, la sera prima avevo decisamente esagerato, e decido di tornare indietro (destino?) loro proseguono. Salita veloce del canale, perché tanto s’andava sempre a mille, via picche e ramponi e iniziano la discesa a loro dire non troppo goduriosa, su vetrato praticamente; a metà canale, comunque non ripidissimo ma già interessante, intorno ai 40°-45°, Maio stacca la neve sotto i piedi e inizia a scivolare veloce verso il fondo, con Immo che non può far altro che restare incredulo a guardare! Fortuna o decisione, riesce a piantare la picca tenuta in mano e fermarsi in tempo, giusto giusto per capire che quella volta era andata bene, una volta di più.
Oppure la prima volta che abbiamo tentato il bellissimo Lorousa con Immo. Partiti dalla sbarra in febbraio saliamo al bivacco Varrone in più o meno 4 orette, soste incluse; verso il fondo il freddo inizia a farsi “interessante” e il socio, brutta cosa, inizia a star male, probabilmente una piccola congestione. Niente segnale sul cellulare naturalmente, nessuno in giro ancor più naturalmente, continuiamo al bivacco e ci facciamo qualcosa di caldo. Per fortuna Immo inizia a star meglio e dopo cena decidiamo di far due passi ad ammirare l’obiettivo dell’indomani alla luce della luna piena. Il termometro fuori segna -29°, dentro poco meno, nella notte la situazione peggiora e la condensa del nostro fiato gela sulle pareti creando un’atmosfera che, se ci penso ora mi sembra bella, allora non lo era affatto… alle 4 ci alziamo dal letto dalla disperazione per capire che, puttanaccia porca, gli isolotti e gran parte della parte superiore sono quasi puliti! Saliamo un pezzo, su ghiaccio vivo, sostiamo, parliamo e come si dice mettiamo döit facendo retromarcia, sarà per la prossima con gran giramento di palle.
Ogni volta poi ci portavamo dietro una bottiglia di Barolo o Barbaresco, non mancava mai perché va bene patire ma in ogni caso bisognava farlo con stile! Sotto il canale alla Rocca Rossa in valle Stura avevamo fatto una truna per benino e montato la minitenda (la bara come la chiamavamo noi), cena al fresco e non per nostra scelta, apriamo il vinello e… beviamo granita all’uva! Oppure la volta che decidiamo per un canale all’Ischiator e decidiamo di salire il giorno prima al bivacco invernale del Migliorero; a metà strada il tempo si mette decisamente al brutto, molto brutto, tanto che non riusciamo a trovare né il cartello per il rifugio né il rifugio stesso, nonostante ci fossi salito un botto di volte. Continuiamo a salire ma a un certo punto ci rendiamo conto che la pendenza è troppa e o ce l’avevano portata il giorno prima oppure ci eravamo semplicemente persi. Abbandoniamo l’abbandonabile, bottiglia inclusa, per iniziare la discesa convinti che comunque una nottata fuori non ce l’avrebbe tolta nessuno, ma anche qui il destino ci ha messo una pezza: scendendo le nuvole si son diradate 2 minuti, quel tanto che ci è bastato per vedere il lontananza il tetto del Migliorero, prendere le misure e arrivarci dopo poco. Tanto il canale sarebbe saltato, dato che al mattino fuori ci aspettava più di mezzo metro di fresca, però la bottiglia cazzo…
Ogni volta era un terno al lotto e immancabilmente ogni volta mi toccava bestemmiare dietro Immo che saliva come un treno però onestamente ci si divertiva davvero tanto, a volte mi piace ricordare e rivedere quelle foto. La tavola è sciolinata e con le lamine pronte che mi aspetta da quasi 10 anni e credo mi aspetterà ancora parecchio... qui sotto qualche scatto dei tanti fatti.

Immo e Lorousa

Affollamento sul Lorousa

Al Pic de la Font Sancte con CarloRoc e Immo. Che culo quella volta...

Dove?...

Trovato. Allucinati...

Risveglio, ciao canale...
 

giovedì 2 aprile 2015

SPETTACOLARE... CON BOTTO!

Che spettacolo quando le braccine chiudono il giusto, quando il posto dove arrampichi è perfetto, quando l'aderenza è quella giusta e soprattutto quando gli altri sono al lavoro e tu sei a goderti il sole! Ieri pomeriggio avevo tutto questo e onestamente non avrei potuto chiedere di più. 
Vero è che il posto può essere un tantino inquietante se sei solo e in compagnia di un cane (?) che onestamente non so da dove sia arrivato e col telefono che prende praticamente un cazzo. Ma quando guardi intorno e dalla sommità del caos di blocchi vedi da una parte il mare e dall'altra l'arco alpino verso Milano e l'unico rumore di fondo è quello del vento (artificiale e non) davvero non puoi chiedere un pomeriggio migliore. 
Passaggi bellissimi, ditosi e dolorosi: partito con un paio di 7A, uno già fatto la volta scorsa a fine giornata l'altro che mi restava da fare, davvero con movimenti da paura e devo dire che con l'aderenza e le condizioni di ieri avevano un'altra faccia (non dico facili, altrimenti mi sparano!). Subito passato al mio progettino della giornata, "Bufera", sulla carta un 7C+ non impossibile onestamente ma davvero figoso; lavorato velocemente, solo un singolo davvero duro ma il resto decisamente scalabile, con un'uscita azzardata anche coi miei 3 pad se sei solo, ma tutto sommato non mortale (se non cadi...). Parto per il giro buono, convinto al 110% di chiuderlo, scalo veloce sotto per arrivare fresco all'allungo, prendo la microtacca ormai convinto che sia fatta... e vaffanculo che mi resta in mano sul più bello! Peccato davvero, la tacca ora non so dove sia e non mi frega neanche più di tanto dato che per quel che mi riguarda riattaccarla non mi passa neanche per la testa, il passaggio son convinto si faccia ancora, forse un pelo più duro ma dopo aver riprovato e trovato una nuova methode credo che con qualche pad in più e dei paratori in giro sia fattibile. Giornata chiusa con qualche passaggio facile (chiodato? io li avrei lasciati senza spit ma per carità lo capisco) e con la goduria di assaporare dalla sommità della falesia ancora una volta quel panorama e quella sensazione di libertà.
E stasera plastica...