giovedì 18 aprile 2013

CHIRONICO A/R

Finalmente, dopo 2 anni di astinenza, siamo tornati in quello che per me (e per quello che ho visto in giro) resta il posto più bello per far blocchi: Chironico! Non vedevo l’ora, da un po’ volevamo programmare quest’uscita ma ogni volta ne usciva sempre una che c’impediva di tornare su: il meteo, lo scazzo, la poca voglia di mettermi a far km, ogni volta poi rimpiangevamo di non esserci andati. Stavolta poche menate, deciso a metà settimana senza esitare: si torna su assolutamente anche perché poi diventa troppo caldo (e forse già lo era troppo stavolta, ma va bene ugualmente) e non si va più.
Quindi organizzazione veloce, scegliamo un campo base comodo (l’età avanza e diventiamo sempre più insofferenti…) carichiamo la macchina e via, senza ripensarci più; il meteo sembra ottimo finalmente, dopo la stagione dei monsoni che abbiamo appena passato, la compagnia come sempre strepitosa, con Claudia e Ale che sono sempre pronti per partire a bloccare da qualche parte in giro per il mondo accompagnati dalle sempre favolose torte e dolci vari per affrontare anche le più disperate crisi ipoglicemiche!


Il viaggio di andata è veloce, nonostante tutti gli autogrill siano stati nostri tra caffè, benzina, pausa cesso ecc… e finalmente arriviamo in paradiso: io eccitato come se fosse la prima volta, Elena che finalmente viene qui anche per bloccare. Non aspettiamo oltre: poca gente in giro forse perché anche se è solo mattina Nabucco (l’anticiclone sui cui inveiremo tutto il fine settimana…) si fa sentire a manetta, scegliamo i posti leggermente più freschi. Riscaldone veloce come sempre, anche se le mazzate iniziano a preannunciare l’andazzo del week-end, e poi via con i primi progetti da provare: Ale porta a casa veloce un bel 7C, “Doctor brush”, bella linea che ancora non avevo mai visto, Claudia ed Elena dei bei 6 da bicipite gonfio, io aspetto il mio turno per provare la linea che sognavo da un bel po’ ma che, causa mancanza di paratori e pad, non avevo mai potuto provare.


Tocca a me, quindi via verso “Freak brothers”, un blocco di una bellezza secondo me esagerata e di una purezza unica nel suo genere! Fortunatamente Ale mi spiega per bene i movimenti ma il sole gira solo in quel momento dietro il blocco, quindi l’aderenza non è dalla mia e neanche le braccine, mi sento fiacco come una pera marcia; d’altra parte non va male, inizio a concatenare i primi movimenti fino ad arrivare alla tacca, sento che in altri momenti potrebbe essere decisamente a portata. Decido di lasciare in standby e quindi accompagnare i soci verso i lori progetti: ci dividiamo, le ragazze che restano in questo settore, noi invece che scendiamo verso Boogalagga a provare alcuni passaggi. Purtroppo anche qui la storia non cambia, caldo caldo caldo… qualche manata a Miss Sweichz, qualche manata ad un 7B poco sopra e poi in adorazione a Big Paw/Boogalagga, con Ale che stoicamente tenta ma l’aderenza non è dalla sua assolutamente! Orecchie basse torniamo al settore Paese dalle socie, col sole che inizia a scendere dietro la montagna e quindi le condizioni che poco a poco migliorano. Nuovamente ci dividiamo, io accompagno Elena a provare il suo di progetto, una placca bellissima, durissima, altissima (tutto issimo cazzarola!) vicino a Border line: questo passaggio sulla carta è dato 6B, ma solo sulla carta perché è una falciata sui denti senza pari, diffidate delle placche da queste parti! “Gschirrlade”, questo è il nome impronunciabile del passaggio davvero stratosferico; purtroppo la partenza piuttosto morpho e la roccia nera vincono ed Elena giustamente rinuncia, almeno fino al prossimo autunno, ma so che è un blocco alla sua portata, di movimento e dita, quindi sono assolutamente convinto che sia solo rimandato a tempi migliori! Invece i nostri soci stampano, in particolare Claudia che si porta a casa “Los cursos”, uno di quei blocchi dove o hai il bicipite oppure non schiodi per nulla! Alla grande, ci siamo guadagnati la torta! Giornata finita, dita a pezzi, muscoli stracciati, ci aspetta solamente più una bella cena psicopatica (noi sappiamo che vuol dire…) e poi a riposare.

Giorno 2: meteo a manetta, corpo un po’ meno… io ed Elena partiamo presto, riscaldamento easy al primo sole relax cercando di buttar giù la colazione. Qualche passaggio, Elena che va alla grande, poi si torna a vedere se mai i soci durante la notte siano stati rapiti dagli alieni perché ancora non si sono visti. Ale è mal messo, sciatica, ma dopo 2 cazzate e un anti-infiammatorio si decide di scendere a Schattental per vedere se mai li fosse più fresco.

Speranza vana… comunque son contento, questo settore ancora mi mancava nonostante sia venuto parecchio a Chironico gli anni scorsi quindi pronti via! La routine non cambia: mazzate fin dalla prima ora! Non so che capiti questo we ma non riesco a fare assolutamente niente, lo sconforto in alcuni momenti è davvero alto ma poi le bestemmie di Ale riportano l’allegria. Elena sale in scioltezza un 5+ (strani concetti di 5°…) dove gli altri ragazzi che erano li in quel momento sbuffano e saltano giù, poi saliamo a provare uno spigolo davvero bello che sit è sul 7C, ma niente, quindi io decido di affogare i dispiaceri negli zuccheri, sprofondando la testa nel mio pezzo di torta da 20KG (per gentile concessione di Claudia). Accompagno il tutto con una Redbull, sperando in una ripresa e mentre il fegato chiede perdono mi unisco ad Ale a provare un passaggio stratosferico, “Bridge over troubled water”. Siamo tutti insieme nella grotta, le ragazze attaccate ad un 6B tignoso noi sullo spigolo, partono ogni sorta di bestemmie, anche in lingue sconosciute e nel mentre il sole sparisce e l’atmosfera inizia a migliorare. Io lascio, sono scoglionato come non mai, invece Ale, con testa, riposa il giusto e sfoderando una grinta assoluta porta a casa il passaggio, che in quelle condizioni sarà stato sicuramente un grado in più del dichiarato 7C+/8A. Grande, come sempre da paura! Basta, siamo alla frutta, qualche tentativo ancora da parte di Elena su una placca di 6C, qualche bestemmia da parte mia su un brutto traverso, decidiamo di partire, a malincuore perché comunque, a parte il caldo, andare via da questo posto è sempre davvero tanto brutto!

Tanti progetti aperti, ce n’è per una vita, io mi riprometto di tornarci, anche in giornata se possibile prima dell’estate per mettermi alla base di Freak brothers e lavorarmelo per bene, ma sicuramente quest’autunno/inverno sarò di nuovo su sovente, non voglio far passare altri 2 anni!

mercoledì 17 aprile 2013

CLIMBING LIFE

segnalo questi 2 video a mio parere stupendi. niente da dire, da vedere...
viva la vie
deeper

venerdì 22 marzo 2013

MPT


Non mi sono mai piaciuti i social network. Mi danno l’idea di solitudine ricacciata in un’epoca in cui star soli anche per un momento è inaccettabile (i Linea 77 cantavano “… con mille amici su Myspace e un’altra cena in solitaria”, niente di più vero!). Non sono su Facebook, non twitto, non chatto, il lusso più tecnologico che mi permetto è scrivere ogni tanto qualche puttanata sul blog oppure su forum; qualcuno potrà dire che sono un controsenso, perché o accetti tutto o niente. Non so, trovo che siano forme di comunicazione diverse, ma per carità ognuno è libero di vederla come preferisce.
Al di la di tutto questo volevo scrivere di un forum che col passare degli anni è diventato sempre più un ritrovo di amici (pochi e buoni direi) in carne ed ossa per cui lo stesso forum è partito come un pretesto per conoscersi di persona ed è diventato un mezzo per non sentire la lontananza che ci ha sempre diviso. Un modo di comunicare che a volte è sfociato in scontro, altre volte ha permesso a persone che mai forse si sarebbero incontrate di cominciare qualcosa di nuovo e bello insieme; un mondo virtuale che è stato per un bel po’ di tempo un bar, un ritrovo dove bere qualcosa in compagnia e far due parole, parlare di politica, arrampicata naturalmente, montagna, o semplicemente cazzeggiare, pur restando a centinaia di km di distanza. Attraverso questo forum ho avuto l’opportunità prima di conoscere bellissima gente ligure (e chi l’avrebbe mai detto che anche i liguri potessero essere simpatici!) poi la persona con cui sto condividendo tutto, ho avuto l’opportunità di restare in contatto con amici che hanno fatto scelte di vita diverse e spesso lontane ed ho avuto modo di organizzare delle splendide giornate in compagnia.
Ora tutto questo sta finendo, in sordina quasi, come quando il pub dove ti sei sempre ritrovato con la tua compagnia chiude dall’oggi al domani e tu non puoi farci nulla perché son le regole del gioco, è normale che sia così e devi accettarlo. No anzi forse è peggio, perchè in qualsiasi momento puoi prendere ed andare a rileggere i vari post, come se avessi l’opportunità di sfogliare un album di foto che non potrai mai completare: scazzi, litigi, battute, giornate eroiche e giornate in cui non girava proprio, braciolate epiche di cui le foto son l’unico ricordo a disposizione, periodi in cui il forum stesso è stato un “appoggio” anche senza scrivere niente, perché sapevi che comunque lui c’era ed era li ad aspettarti come un contenitore di amici pronti a farsi avanti.
Sonia e Carlo ci hanno regalato tantissimo in questi anni, e non parlo in termini economici ma in valori ben più importanti, credo non si rendano neanche conto di quello che hanno realizzato e reso possibile, per me in modo particolare. Hanno creato unione, amicizia, dialogo, scambio, scontri e incontri, hanno persino annullato le differenze generazionali (come una volta ha fatto notare Immo!) e tutto questo in cambio di niente, anzi mettendoci parecchio del proprio! Se ve lo raccontasse qualcuno non ci credereste, non ci crederei neanch’io...
Non voglio fare un post epitaffio, onestamente so che le persone che ho conosciuto in questi anni attraverso il forum ci saranno sempre, internet o meno, perché le conosco. Il “nostro” forum non è stato come gli altri, dove il primo che passa s’iscrive e dice la sua e passa in sordina, no da noi veniva solertemente cazziato, quindi la selezione naturale c’è stata fortunatamente! Questo post è per ringraziare chi ha dedicato tempo e voglia a creare qualcosa di davvero bello senza chiedere niente in cambio ed ha avuto la forza di dire ad un certo punto “si il quadro ora è completo, ho fatto davvero un gran lavoro, basta così”.
Non so se leggerete questo post genovesi, non l’ho fatto perché “andava fatto” ma per ringraziarvi davvero tanto di tutto.



lunedì 11 marzo 2013

UN TRANQUILLO WE DI PAURA

Alcune giornate partono bene, poi prendono una piega schifosa. Fortunatamente alcune di queste poi si raddrizzano e vanno avanti nel verso migliore possibile, proprio come ieri. D’altra parte dopo una settimana di pioggia insistente a bassa quota non potevamo aspettarci altro che un bel po’ di neve in Valdinferno, quindi dopo più di un’ora di macchina l’idea di farne altrettanta per tornare sui nostri passi e risalire la valle Po ci ha scoglionato non poco devo dire… ma come al solito quest’inverno il Bracco ci ha riservato una bella sorpresa.
Questa volta abbiamo deciso per il Bracco nuovo, anche per cambiare un po’ dai soliti passaggi (tanto i progetti in questo momento li ho abbandonati miseramente a favore dell’allenamento… giusto perché avevo detto che per un paio di mesi almeno non avrei più fatto secco…): devo dire che dopo una settimana con meteo da funghi potersi sdraiare sul pad in maglietta al caldo con un panorama da paura davanti non è stato niente male, quelle situazioni dove alla fine della lista c’è la prestazione fine a se stessa! Compagnia come sempre ottima, in giro poi nessuno (?!), la domenica è andata avanti vagando in cerca di passaggi da ripetere e linee nuove, cosa assolutamente necessaria ora come ora; l’idea di provare un passaggio che sai già che almeno sulla carta è fattibile perché già salito, gradato, visionato su youtube in questo momento non è che mi attizzi in modo particolare mentre invece scovare una linea “nuova”, provarla e riprovarla per magari accorgersi alla fine che non è fattibile è decisamente più stuzzicante! Quindi largo alla fantasia, provando movimenti improponibili inframezzati da riposi come al solito inesistenti, avanti per qualche ora fino al tramonto, quelle giornate in cui ti dimentichi anche di mangiare qualcosa per cui torni alla macchina e la stanchezza associata alla fame ti riducono ad uno straccio che si guarda intorno inebetito, subendo il viaggio di ritorno.
Ma sono queste giornate che ti fanno davvero apprezzare l’arrampicata per quello che è davvero e il lunedì quando suona la sveglia sei scazzato in partenza non tanto perché ti aspetta una settimana di totale inutilità personale ma perché pensi che 24 ore prima quel suono aveva tutto un altro sapore…